Le idee schiscetta dello chef Murakami

2 Giu

Schiscetta è il termine usato nel nord Italia per riferirsi al pranzo consumato sul luogo di lavoro e portato da casa. Non me ne vogliano baristi e ristoratori, ma io sono una grande fan della schiscetta: è sana perché cucino io, è economica ed è veloce – tanto si fa tutto la sera in dose doppia. Tuttavia bisogna trovare cibi che siano ben trasportabili, buoni anche freddi e magari varino un po’ dal lunedì al venerdì (io adoro il riso scotto alle zucchine, ma so che purtroppo non è una passione condivisa).

“Un pranzo sorridente è un pranzo piacente” –  antica massima giapponese. (Di LiloAznAngel)

Nella ricerca di idee per schiscette creative, Murakami mi è venuto in aiuto.  Come gli appassionati sanno bene, nei libri di Murakami l’attenzione per il cibo è molto forte: sappiamo quasi sempre cosa mangino i protagonisti e spesso li seguiamo nella fase di preparazione dei pasti. Prima o poi prenderò coraggio e preparerò un intero menu giapponese sulla scia di quelli di Tengo in 1Q84. Nel frattempo, ne La fine del mondo e il paese delle meraviglie, ho trovato molti spunti per pause pranzo e schiscette veloci.

1. Il Grado Zero: il panino indistinto.

…chiesi un bicchiere di latte freddo e un sandwich. Il latte era gelato al punto che non se ne sentiva il gusto, il sandwich arrivò avvolto nella pellicola trasparente, per cui il pane era molle e umido.

 Diciamolo subito, il modo migliore per innamorarsi della schiscetta non è quello di imbottire il pan carrè un po’ vecchio con quel che resta della vaschetta di affettato aperta da due giorni. Rimpiangereste per tutto il pomeriggio di non essere andati nella pizzeria egiziana della strada di fianco. Di questo pranzo salvo l’idea del latte freddo: se in ufficio c’è un frigo può essere un buon antidoto agli eccessi di caffè e agli zuccheratissimi succhi di frutta.

2. E salvaci dal McDonalds.

Smisi di guardarmi intorno e buttai giù macchinalmente l’hamburger, le patatine chips, la foglia di insalata grande quanto un biglietto dell’autostrada e la Coca-Cola che mi avevano portato.

No, le patatine non ci saranno. Impossibile mangiarle fredde o riscaldate al micro, scordatevele. Però l’hamburger può essere una buona idea: non è enorme (non dormirete tutto il pomeriggio fingendo di scrivere mail con l’unico dito rimasto mobile), è abbastanza bilanciato tra proteine e carboidrati e, specie d’estate, si può mangiare freddo. Suggerimento: non mettete la maionese e le altre salse a casa, procuratevi le bustine da 10gr come quelle dei fast food e aggiungetele sul momento.

L’idea platonica dell’hamburger

Per chi, come me, fosse roso dal dubbio: no, non sono riuscita a capire quanto sia grande un biglietto dell’autostrada in Giappone.

3. Vi stupiremo con effetti speciali.

Poi aprii una scatola di asparagi. Vado pazzo per gli asparagi bianchi. Quando li ebbi mangiati tutti, mi preparai un sandwich alle ostriche affumicate. E bevvi un altro whisky.

Non solo non ho mai mangiato ostriche affumicate in vita mia, ma non sapevo neppure esistessero. Sembra, tuttavia, un pranzetto davvero raffinato. Che è la strada giusta perché, a meno che davvero non amiate semini e mais bollito (ah ehm),  vi servirà qualcosa di gustoso per affrontare il resto della giornata. Coccolatevi, è la vostra pausa!

L’idea di portare anche un po’ di verdura è ottima. E il whisky, ecco: ogni tanto serve.

Schiscetta/bento con frutta e verdura: si può fare, lo giuro (da bentogirls)

4. A 5 stelle.

Sì, davvero ottimi…Il pane era fresco, ben affettato con un coltello dalla lama affilata. E’ un dettaglio che si rischia di sottovalutare, ma per fare dei buoni sandwich un buon coltello è assolutamente indispensabile. Mettere insieme gli ingredienti più squisiti non serve a nulla se il coltello non taglia bene. Quelli che stavo mangiando erano perfetti: la mostarda di ottima qualità, la lattuga freschissima, la maionese probabilmente fatta a mano.

 Qui siamo al non plus ultra: addirittura la maionese fatta a mano! Mi chiamo fuori, le due volte in cui ho provato a fare la maionese siamo impazzite entrambe. Ma non trascurate la qualità degli ingredienti: la schiscetta è un pranzo single, potete permettervi qualche sfizio in più che nella spesa per quattro persone & gatto.

Io lo dicevo che la schiscetta fa bene (creato da Sukurako Kitsa)

In tutti queste proposte manca comunque il mio ingrediente preferito: un bel libro. Pensateci: se siete fortunati potete leggere anche un’ora, se siete fortunatissimi potete farlo al parco. Quale pausa migliore?

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3 Risposte to “Le idee schiscetta dello chef Murakami”

  1. Oana giugno 2, 2012 a 8:04 pm #

    Bello …. anche io voto per la Schiscetta! 😀

Trackbacks/Pingbacks

  1. Buoni consigli e cattivi esempi (e Murakami special guest) - Finzioni - giugno 11, 2012

    […] Per la pausa pranzo siete fervidi sostenitori, oltre che di bookatini, of course, della mitica schiscetta? Abbiamo quello che fa per voi: quattro-idee-quattro per preparare altrettanti pranzetti al sacco ispirati ai libri di Murakami. Se vi cimentate nell'impresa fateci sapere come è andata, noi qui abbiamo già l'acquolina in bocca. (via La Brocheuse) […]

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