No one belongs here more than Miranda

18 Giu

If there was a map of the solar system, but instead of stars it showed people and their degrees of separation, my star would be the one you had to travel the most light-years from to get to his.

Quando ho visto Me and you and everyone we know ho pianto un po’ e mi sono mangiata mezzo barattolone triple chocolate, ma alla fine mi è piaciuto. Perché portava sullo schermo quel particolare tipo di autismo della solitudine al femminile. Quel sognare ad occhi aperti il Principe Azzurro contro ogni aspettativa. Quell’indossare ancora ballerine rosa a quarant’anni e credere in scaramanzie infantili. Che è una condizione presente e molto difficile da rappresentare senza prenderla in giro e, anzi, senza escludere neanche un pezzetto del bagaglio di disperazione che si porta dietro.  

Per non parlare del fatto che le scarpette che giocano a “ME” e “YOU“, avvicinandosi e allontanandosi, sono strettamente commoventi.

 Prima o poi lo faccio con quelle giallo canarino, giuro.

 Così, quando ho scoperto che esisteva una raccolta di racconti della stessa July Miranda che aveva scritto, diretto e interpretato il film, mi ci sono fiondata sopra. Con una certa delusione, poi. Perché il tema, diciamocelo, è sempre quello. Ma se nel film riusciva a essere leggero, ironico e a tratti poetico, nei racconti il senso di incomunicabilità e distacco prevale.

La landing page del sito personale di Miranda July (ok, ok, un po’ la amo)

I racconti non sono scritti male, anzi: spesso una frase più felice delle altre mi ha colpito e convinto a rileggere, sottolineare, fare un’orecchia (sì, certo che leggo ancora in cartaceo).

Tuttavia le storie si assomigliano un po’ tutte e, per essere una raccolta, manca un po’ di varietà – più negli atteggiamenti mentali che nelle ambientazioni. Forse non era neppure il momento giusto per me, ma mi hanno fatto l’effetto di una cucchiata d’amarezza dopo l’altra e  a un certo punto sono stata tentata di dire “basta”.

Miranda July in Me and you and everyone we know

Se qualcuno fosse incuriosito darei il consiglio di leggere una storia alla volta, distanziandole nel tempo, in modo da poterle apprezzare più come singoli che come libro unico.

Per gli altri suggerisco una visita al sito dell’autrice che, ma come accipicchia farà, riesce a essere scrittrice, performer, attrice, regista e molte altre cose che le passano per la testa. Un buon esempio.

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