Metti Milano, Zerocalcare, qualche zanzara e una calda sera di luglio (fotoracconto)

6 Lug

Su Zerocalcare non dico nient’altro tranne il fatto che è stato il conforto dei miei lunedì dell’ultimo anno. Ho riso su ogni striscia e ormai il fatto che mangiare solo merendine mantenga un fisico da teenager è diventata una delle mie citazioni preferite (e usata di continuo a proposito e non).

Già supponevo di non essere la sola a pensarla in questo modo, ma ne ho avuto in qualche modo la conferma ieri sera, alla presentazione milanese de La profezia dell’armadillo. Come spoiler pre-foto, vi dico solo che sono rimasta lì più di tre ore e qualcuno più coraggioso di me ha avuto un disegnino d’autore dopo l’una di notte.

Ore 19, il ghigno sornione di chi è riuscito a comprare il volume a colori nel pomeriggio e non sta facendo una coda di 50 persone alla cassa.

Vabbé, sì, l’abbiamo tutti letto (o riletto) nell’attesa.

Portrait of the artist as a young man. (Ok, lo so che la foto è micromossa ma è l’unica che ho, Calcare perdonami, ho sprecato così la mia unica possibilità, sighsob etc.)

In realtà l’idea del free drink nei baretti vicino alla fumetteria era splendida. Ce ne sarebbero voluti sei per ingannare davvero le ore ma l’intenzione era ottima.

Come anche il Melabevo, uno di quei posticini in cui le persone hanno il sorriso e viene voglia di tornare.

Non fatevi ingannare dalle pose distese! Qui eravamo solo all’inizio (posso testimoniare che un paio di persone erano ancora sulle stesse sedie lustri dopo).

Non mi toglierò mai più la spilletta, sappiatelo.

Che poi eravamo tutti in coda ma non protestava nessuno – tutti lì sereni con un numerino per la chiamata, un libro, una birretta.

E sono stati belli i frammenti di racconti, la ricercatrice del CNR, il controllore sui treni, i ragazzini che scommettevano sui risultati dell’esame di maturità

(AMICI IO VE L’AVEVO DETTO CHE LI’ C’ERA GENTE CON 10 ANNI MENO DI NOI, ERAVATE VOI A NON VOLERMI CREDERE)

E il migliore è stato lui, che ha continuato con estrema gentilezza (e un pizzico di timidezza, pure) a chiedere a tutti “che disegno vuoi”, a tracciare armadilli ormai senza vederli nemmeno, a domandare alle persone chi fossero e come mai fossero lì. Grazie.

***Disclaimer – tutte le foto sono state scattate ieri sera nei pressi della libreria Alastor a Milano. Se la vostra presenza nelle immagini vi turba o contrasta con la scusa ufficiale per cui eravate a bere un Martini a Acapulco scrivetemi, le rimuoverò.***

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Una Risposta to “Metti Milano, Zerocalcare, qualche zanzara e una calda sera di luglio (fotoracconto)”

  1. TonyMI luglio 6, 2012 a 3:21 pm #

    In una ci sono anche ioooo!

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