Delle librerie come mele platoniche e di Strappami la vita

18 Lug

Quando Elena ed io vivevamo nella stessa casa contribuivamo, insieme, ad avere qualcosa di simile all’ideale di libreria.

Questo accadeva quando eravamo giovani ed eravamo a Parigi. Potete immaginarci molto sorridenti, con il basco blu, la maglietta a righe, la frangia di traverso, la Francia tutt’intorno, musica di Vian in sottofondo e svariate coppie di gatti che amoreggiano sui tetti grigi delle chambres de bonnespoi rimuovete tutto tranne il grande sorriso, aggiungete due biciclette semigemelle, un pc in spalle, coinquilini e feste a volontà e ecco, ci siete. Vivevamo allora in una casetta a due piani che, insieme agli altri occupanti, avevamo riempito di libri: Elena aveva tutti i libri di poesia e i saggi, io collezionavo romanzi tascabili a due euro come si mangiano caramelle di nascosto.

Chez Elena

Per questo, anche oggi, arrivare in una casa-di-Elena è come mettere piede nella metà esatta della mia libreria ideale: i libri che non compro, i libri che non leggo (eh ouais), ma i libri che potrei leggere e potrei comprare – se solo fossi un po’ meno me.

 Comunque.

L’ultimo acchiappato dalla libreria di Elena è chiaramente un romanzo, Strappami la vita. L’ho letto di fiato e una volta finito ho trovato online molti pareri negativi. L’autrice, Mastretta Angeles, è spesso paragonata con Isabel Allende e nel paragone ci perde.

Mi sono stupita abbastanza. Questo romanzo è esattamente l’anti Isabel Allende. Non è una saga di famiglia, non è un romanzo che giochi con gli spiriti, non ha nulla delle atmosfere sottili come polvere e veli. E’ un racconto concreto, che parla di donne con desideri precisi e di motivazioni personali stringenti. E’, anzi, un bel contrappunto alla Allende stessa: la fotografia di come certe storie avrebbero potuto essere raccontate in modo diverso, più umano e meno aleggiante.

(Che poi a me Casa degli spiriti è piaciuto moltissimo ma: non è che qualsiasi libro ambientato in sudamerica con una protagonista donna debba per forza assomigliargli.)

Che dire? Come al solito Elena ci azzecca. E prima o poi la convinco a parlarci di poesia. 

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