Aimee Bender a Milano: foto, citazioni e consigli di lettura

9 Set

Lo ammetto: Aimee Bender è molto diversa da come me la fossi immaginata. Per la creatrice di una ragazza che gioca con l’ascia sognando di tagliarsi via qualche pezzo mi aspettavo un volto più tormentato, un giro di occhiaia più profondo, una certa luce nera in fondo allo sguardo.

Invece -ed è stata una bella sorpresa- Aimee Bender ieri sera era luminosa. Anche se alla fine di uno serrato tour italiano è arrivata con un grande sorriso e energia coinvolgente. Contenta di essere lì.

Ecco alcune delle cose che ci ha raccontato.

Non mi faccio molte domande sul perché una ragazza si trovi con una mano in fiamme o sul perché una donna partorisca la propria madre. Se l’idea si rivela interessante la seguo con curiosità, ma senza giustificarla troppo. Quando cambi una regola dell’universo è meglio non dare troppe spiegazioni.  

Scrivo per due ore ogni mattina: due ore esatte, due ore e basta – perché se continuo oltre la storia perde di forza.

In un certo periodo, per essere sola, ho scritto per due anni dentro una cabina armadio senza finestre. Tutti ironizzavano sul fatto che forse fosse ora di uscire dall’armadio e tornare verso il mondo. Ma io ribattevo che stavo nell’armadio proprio per scoprire gli scheletri nascosti, i miei monsters in the closet.

Negli anni dell’università ho letto soprattutto romanzi realisti e a un certo punto ho pensato che la letteratura per adulti fosse quello: il realismo.

Poi la mia amica Julie mi ha suggerito di leggere le Cosmicomiche di Calvino e Cent’anni di solitudine. Calvino è stata un’illuminazione: riesce a portarci dentro situazioni surreali e a essere contemporaneamente molto, molto divertente. Anche Cent’anni di solitudine è un’opera molto bella, ma devo ammettere che García Márquez è meno divertente. 

Ho l’impressione che anche negli USA la relazione con il cibo stia cambiando, in contrapposizione agli alimenti molto processati industrialmente degli anni ’50 e ’60. Il cibo preparato in casa può essere una rivoluzione all’eccesso di tecnologia della nostra epoca. Poi certo, ci facciamo l’orto e abbiamo l’iPhone.     

A un certo punto erano tutti minimalisti, sulla scia di Carver. Poi sono emersi i massimalisti come David Foster Wallace. Io mi riconosco più nella categoria delle favoliste, “women and fairy tales”. 

Naturalmente adoro leggere e mi piacciono tutte le forme di scrittura: poesie, racconti, romanzi, fumetti…Ultimamente ho letto l’ultima graphic novel di Alison Bechdel, Are you my mother? (nota: in Italia è tradotta la penultima opera di Bechdel, Fun Home.) Ho letto da poco anche Austerlitz di Sebald e Di cosa parliamo quando parliamo di Anne Frank: come vedete, cerco davvero di leggere di tutto. 

Oltre a Aimee Bender, grazie a minimum fax e alla libreria Centofiori di Milano per avere organizzato e ospitato l’incontro. (E, tra parentesi: sono tornata, sto organizzando le idee e gli appunti, litigo con la nuova magnifica reflex, a Milano è settembre dolce e la vita non è così male.)

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2 Risposte to “Aimee Bender a Milano: foto, citazioni e consigli di lettura”

  1. Chiara settembre 10, 2012 a 8:14 am #

    Grazie mille per questo breve sprazzo dell’incontro con Aimee Bender, ho sgolosato sul fatto che fosse a Venezia e poi Milano e Mantova e invidio molto chi è riuscito ad andare, deve essere stato… interessante e particolare?
    Ora almeno ho letto qualcuna delle sue parole agli incontri 🙂

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  1. Mal di link #2 | Mal di Libri - settembre 14, 2012

    […] La Brocheuse ci parla di Aimee Bender a Milano, […]

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