“Letto e viaggiato”: cosa fare vedere leggere per un viaggio in Malesia

11 Set

Prima di partire avevo parlato di un viaggio con più di 70 ore effettive di spostamento sui mezzi pubblici: con il senno di poi era una stima per difetto e ci sono state oltre 100 ore di voli aerei intercontinentali e interni, scalcagnati autobus diurni e curati autobus notturni, traghetti ufficiali che in realtà erano barchette incatramate e taxi condivisi contrattando nella polvere.

Ah sì, eravamo in Malesia.

Quasi chiunque prima di partire ci ha chiesto perché in Malesia? (e perché no?) e in effetti si è rivelata un paese poco conosciuto, un po’ fuori dalle macro rotte del turismo asiatico e dai tour classici in Thailandia, Bali e Giappone.

Per chi ha voglia quindi di iniziare a assaporarla anche senza farsi due scali aerei nel gelido aeroporto di Abu Dhabi, ecco una lista variegata di libri per i vari paesaggi malesi – componibili a scelta neanche fossero mobili del nuovo catalogo Ikea (sì, lo so, grande lettura settembrina).

La giungla. Non si poteva che iniziare dal ciclo dei pirati della Malesia. Sandokan, Yanez e la perla di Labuan sono noti a tutti grazie anche a film e cartoni animati e, anche se Salgari non è mai stato in Malesia di persona ma ha solo raccolto i racconti dei marinai conosciuti al porto, ha dato popolarità a tutta questa terra selvaggia. Anche se non filologici, I pirati della Malesia e Sandokan alla riscossa aggiungono di sicuro un po’ di pepe all’idea di avventurarsi per foreste di mangrovie alla ricerca della famosissima tigre.

Le giungle della Malesia sono per lo più inserite all’interno di parchi nazionali: io vi consiglio quello del Taman Negara, dove incontrerete pacifici tapiri giganti e  potrete passeggiare su ponti di corde sospese a 40 metri di altezza, e il Bako National Park, in cui fastidiosi macachi cercheranno in ogni modo di rubarvi la borsetta e sarete circondati da amichevoli piante carnivore.

(Nel caso non l’avessi detto con sufficiente forza: la giungla è una esperienza stupenda, andateci.)

Il mare. La Malesia è circondata da isole tropicali da cartolina, quelle in cui si può fare il bagno con tartarughe giganti e squaletti vegetariani (pare ripetano spesso “gli umani sono amici, non cibo”). Noi stavamo per saltare questa tappa per andare a ammirare una “vera città rurale malese” e sarebbe stato un errore madornale (abbiamo poi visto la città lo stesso e, come dirò in seguito, non ne valeva la pena).

Insomma, non fatevi ingannare dalle guide alternative e prevedete qualche  tappa in una o due isolette, ne uscirete rilassati rappacificati innamorati.

Se state ancora viaggiando solo con la fantasia gli autori di riferimento sono Conrad e Maugham. Conrad, che ha realmente viaggiato come marinaio in Asia, ha scritto un ciclo di tre Romanzi della Malesia ambientati sulla costa del Borneo (rintracciabili come raccolta o singolarmente, si tratta di La Follia Di Almayer, Il Reietto Delle Isole La Linea d’ Ombra).

Maugham ha scritto invece i Racconti dei mari del Sud, per una panoramica su tutti gli arcipelaghi della zona.

 

Città. No, le città non sono state la meta più amata di questa vacanza – e ve lo dice un animale urbano. In realtà quasi tutte hanno raggiunto la forma attuale negli ultimi 200 anni e parte del non-incanto deriva sicuramente dall’assenza di luoghi storici e rovine polverose.

L’elemento notevole sono però i templi, soprattutto quelli cinesi e indiani. L’influenza cinese è molto forte in tutta la Malesia, quasi tutte le città hanno una piccola Chinatown fornitissima di finte borse Gucci a 5 euro e Kuching, nel Sarawak, è quasi completamente cinesizzata.

Kota Bharu, la sopra citata “città rurale autentica”, in realtà è una cittadina con un grande centro commerciale, un mercato un po’ puzzolente e un museo sulla vita matrimoniale malese del secolo scorso – no, non fatevi affascinare, non era affascinante.

Però, sì, era autentica e probabilmente è proprio in questi posti che si può scoprire la vera mentalità malesiana – anche essere l’unica donna senza velo nel giro di 40km ha aiutato in questo senso. Per scoprire meglio questo tipo di Malesia lo scrittore di riferimento è Tash Aw, il più noto tra gli autori contemporanei del paese: il suo ultimo romanzo è Mappa del mondo invisibile (io l’ho comprato al volo in aeroporto a Kuala Lumpur per 30 monetine malesi, in inglese), ma è molto noto anche il primo, La vera storia di Johnny Lin.

Infine, last but non least, come non abbiamo visto Penang e gli oranghi non ho neppure nulla da dire sulla Trilogia Malese di Burgess: citando il Cantico dei Canticil’ho cercato, ma non l’ho trovato –  e ho cercato parecchio.

Ci tengo a precisarlo: in realtà quasi tutti questi libri, tranne Salgari, sono di difficile reperibilità. Nel caso stiate organizzando un viaggio in Malesia vi conviene acquistarli come eBook o ordinarli per tempo al libraio di fiducia e online.

Ci sarebbero tante storia da raccontare – i bambini di sei anni che ci parlavano perfettamente in inglese, la tempesta perfetta che si è scatenata quando la nostra barca traghetto si è rotta, una coppia di simpatici cinesi in anno sabbatico con cui abbiamo condiviso una colazione a base di pancakes al curry – ma vorrei sentire parlare anche voi.

Vi va di raccontarmi dove siete stati e cosa avete letto? Scrivetemi.

 

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Una Risposta to ““Letto e viaggiato”: cosa fare vedere leggere per un viaggio in Malesia”

  1. gattanna settembre 11, 2012 a 3:01 pm #

    Una comoda Brocheuse da viaggio, era proprio quello che ci voleva.
    🙂

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