Intervista all’illustratore Riccardo Fabiani, con libri in regalo

18 Set
Quanto influenza la copertina nella scelta di un libro? Io non ho problemi a ammettere che sì, per me la copertina conta: faccio fatica a comprare un libro con una copertina brutta. Proprio per questo chi realizza le copertine dei libri ha in realtà un potere notevole: l’illustrazione o la foto catturano o respingono il nostro immaginario quasi quanto il titolo. 
Ho incontrato uno di questi alchimisti che distillano l’immagine dal testo: Riccardo Fabiani, che al momento collabora soprattutto con Safarà Editore. In fondo all’intervista, una sopresa in regalo
Come e quando hai iniziato a disegnare?
In quarta elementare. Ho un ricordo molto distinto dell’episodio che mi convinse a dedicarmi al disegno; la maestra ci aveva affidato un compito, dovevamo raffigurare a modo nostro la battaglia di Maratona, e la corsa di Filippide verso Atene. Rimasi così impressionato dalla vicenda che mi dedicai a rappresentarla come meglio potevo. E il mio disegno, fino ad allora infantile, cambiò di colpo. Cercai di mostrare la fatica di quel soldato, con i mezzi allora in mio possesso. La maestra mi mise una nota, perché non volle credere che io fossi l’autore del disegno.
Da allora non ho più smesso.
Come lavori per illustrare la copertina di un libro?
Lo leggo, attentamente. Annoto su un taccuino le scene che mi hanno impressionato maggiormente, i personaggi fondamentali o gli stati d’animo che le pagine mi hanno suscitato. Faccio una lunga ricerca iconografica, raccolgo foto, ritagli ed immagini che in qualche modo possono essere utili allo scopo. Realizzo delle bozze, con vari tagli ed inquadrature. Se possibile a questo punto cerco un confronto con l’autore, che mi restituisce preziosi feedback. Infine lavoro al definitivo, con tecniche diverse, dall’olio alla china, passando per la colorazione digitale.
Quali sono le tue fonti di ispirazione?
E.Schiele e F.Bacon per la loro spietata indagine della figura umana, nel mondo dell’illustrazione e del fumetto Mike Mignola per la sua forza monumentale, e poi D. Fegredo, J.S. Alexander, Breccia. Ovviamente il cinema; A.Hitchcock e S. Kubrick, i fratelli Cohen.
Ma la maggior fonte di ispirazione sono le persone; passanti, senzatetto, lavoratori in pausa al bar. Il mio taccuino è pieno di volti rubati che ritornano spesso nelle mie immagini.
 
Che rapporto hai con i libri? 
Il mio rapporto con i libri è viscerale; sono un lettore onnivoro e piuttosto avido. Ho ovviamente delle preferenze; C.Bukowski (sul quale sto preparando una graphic novel), H.Miller, Celine, S.Beckett. Joe Lansdale, P.Dick e Douglas Adams, Chuck Palahniuk. Mi infilo in tasca quello che sento più adatto alla giornata. Una volta terminata la lettura, firmo il libro in seconda di copertina, da quel momento è davvero mio. Sono geloso dei miei testi, e faccio molta fatica a prestare libri, ma per ovviare a questo difetto, in casa ho un ripiano dedicato agli ospiti:  compro due copie dei miei romanzi preferiti, o dei grandi classici, frugo nei mercatini dell’usato e li accumulo sulla mensola, così i miei amici possono scegliere un libro da portarsi via.
Potresti darmi 3 consigli di lettura?
I miei consigli; Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta di R.Pirsig, uno dei libri più pericolosi che io abbia mai letto; lucido ed illuminante.
Il Maestro e Margherita di Bulgakov, quello che ho regalato di più; grottesco e pervaso da immagini geniali.
Infine Storie di Ordinaria Follia di Bukowski, perchè la scrittura e l’arte devono anche sconvolgere e colpire dove non te lo aspetti.
Infine, presentati! 
Nasco nel profondo nord 33 anni fa, da madre veneta e padre romano. Attraverso indenne le scuole dell’obbligo, scoprendo alle elementari che disegnare è il modo migliore per parlare con il mondo. Il Liceo artistico e l’Accademia di Belle Arti mi presentano l’arte contemporanea con la quale intreccio varie burrascose relazioni, concluse con litigi e promesse di eterna vendetta. Da allora illustro la mia visione ironica dell’umanità allineandola con quella tragica dell’editoria.
Intendo continuare così, fino a che fama, o morte, non sopraggiunga.
Quello che Riccardo non dice troppo è che stanno per uscire due romanzi con le sue copertine: Il Fazendeiro, di Simone Savoldelli, ambientato in epoca coloniale e il giallo giudiziario Il dramma di Niov, di Massimiliano Galli – entrambi editi Safarà.
Volete vincere uno dei due libri a scelta? Lasciate un commento al post! Avete tempo fino alle 23:59 di venerdì 21 settembre – il vincitore verrà estratto a sorte via random.org. Potete lasciare quanti commenti volete, non c’è limite!
Potete invece scoprire il lavoro di Riccardo Fabiani e entrare in contatto con lui tramite il suo portfolio.  Grazie Riccardo!
***Update: i commenti sono chiusi, il nome del vincitore verrà pubblicato martedì 25 settembre sul blog. Grazie a tutti coloro che hanno commentato!***
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17 Risposte to “Intervista all’illustratore Riccardo Fabiani, con libri in regalo”

  1. laurasagitta settembre 18, 2012 a 2:05 pm #

    3 scoperte bellissime in un post solo: un illustratore che non conoscevo, una casa editrice di cui avevo solo vagamente sentito parlare e tutto il processo creativo/operativo necessario alla creazione di una copertina. Mai avrei pensato ci fosse tutto questo lavoro dietro. PS: confesso, anch’io scarto i libri senza pietà se hanno copertine brutte o se vedo che sono poco curate. 🙂

  2. laurasagitta settembre 18, 2012 a 2:06 pm #

    Ah…l’idea di dedicare una mensola ai libri da regalare agli amici è folle e geniale allo stesso tempo: oltre a diffondere gli autori che più si amano, permette anche di godere due volte di quell’attimo bellissimo in cui si compra un libro, ancora meglio se lo si scova nei mercatini! Da provare!

  3. Andrea settembre 18, 2012 a 2:25 pm #

    Per la serie: sempre giudicare un libro dalla copertina… heh

  4. RiccardoFabiani settembre 18, 2012 a 2:56 pm #

    Grazie ad Eugenia per la bella intervista. Un blog davvero curato ed interessante, anche prima che ci capitassi dentro 😉

  5. Alessia settembre 18, 2012 a 3:57 pm #

    Pienamente d’accordo, la copertina è come un abito, è il biglietto da visita di un libro e se veramente curata può farne la differenza.
    Complimenti (come sempre) per l’articolo.

  6. FRANK settembre 18, 2012 a 4:16 pm #

    “La maestra mi mise una nota, perché non volle credere che io fossi l’autore del disegno.”

    Maestra, senti, vieni qui che ti devo spiegare un paio di cose sul ragazzo.

  7. Maria settembre 18, 2012 a 4:26 pm #

    Intervista interessante, dove almeno per una volta si lascia parlare l’artista, che ne ha di cose da dire!! Complimenti per i disegni, il ragazzo ha talento da vendere!

  8. malentin settembre 18, 2012 a 4:38 pm #

    mi piace l’uomo con la pipa.

  9. Guerrino settembre 18, 2012 a 6:54 pm #

    Penso che qualsiasi libro nuovo (mai letto o comunque sconosciuto), cumunque deve incuriosire e dare delle aspettative, quindi sono daccordo che la copertina che è
    la prima esternazione del contenuto sia molto importante.

  10. elfotacia settembre 18, 2012 a 8:02 pm #

    apriamo un angolo “Libri per ospiti”, mademoiselle la brocheuse? io ho copertine doppie, triple, quadruple, “salvate” dalla strada e da occhi disattenti…

  11. elena settembre 19, 2012 a 12:03 pm #

    Curioso, mi è successa la stessa cosa in seconda elementare, per dimostrare alla maestra che il disegno l’avevo fatto senza nessun aiuto lo riprodussi alla lavagna. Spero, un giorno di avere la stessa bravura di Riccardo Fabiani.Bravo davvero.

  12. mic settembre 19, 2012 a 12:20 pm #

    Io amo comprare libri usati, vecchi, anche un pò consunti. Mi dà l’impressione di non esser sola a leggere quel libro, che qualcuno di sconosciuto abbia già fatto l’esperienza di essere entrato in quel mondo…Poi ovviamente se voglio leggere qualcosa di recente devo comprare libri nuovi e allora quasi sempre mi trovo spesso libri con copertine anonime che non riescono a dare una personalità al libro. Sono solo le recensioni o i consigli a farmelo comprare…ma io non ho nessuna sensazione verso ques’oggetto oscuro finchè non lo leggo. Se tutti i libri avessero una vera COPERTINA, progettata dopo lo studio di quel che segue…allora avrei due storie e non una sola, e il libro sarebbe già come oggetto degno dell’acquisto..evviva gli illustratori quando esistono!

  13. labrocheuse settembre 19, 2012 a 12:30 pm #

    Volevo dirvi che i vostri commenti sono bellissimi 🙂
    Per Elena-quella-che-disegna: ottima tattica (e a quando una tua copertina?)

  14. mariposa (@mariposa_ego) settembre 19, 2012 a 1:21 pm #

    Qualche anno fa, il libraio di una bancarella di libri usati mi regalò una copia di “Misfatti” di Joyce Carol Oates, al mio “perché vuole regalarmelo?” rispose “devi leggertelo, perché è assolutamente il tuo libro”. Dentro ci trovai la ricevuta del servizio tintoria di un albergo di Parigi: vi lascio immaginare quanto quella serie di coincidenze mi abbiamo fatto viaggiare con la fantasia, a volte basta davvero poco a far felice una lettrice lunatica.

  15. subliminalpop settembre 21, 2012 a 3:46 pm #

    Bella la seconda risposta, il vouyerismo artistico mi è sempre piaciuto.

  16. tanadelbianconiglio settembre 21, 2012 a 3:58 pm #

    Ingannevole è la copertina più di ogni cosa :).
    Noi donnine ci facciamo facilmente traviare da una copertina accattivante, una bella fotografia e poi apri, leggi e va beh almeno ti rimane un bell’oggettino da tenere esposto in bella vista in libreria 🙂
    Non mi pare questo il caso… per fortuna
    Grazie alla tenutaria di questa confortevole casetta per avermi fatto scoprire tutte queste belle cose in un post solo.

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  1. “L’Ankou, lo spettro di Tristan Corbière” – Riccardo Fabiani – Italia - giugno 23, 2014

    […] l’intervista a Fabiani, di Eugenia […]

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