Letto e viaggiato: l’Islanda tra vulcani, troll, ghiaccio blu, Verne e Laxness.

24 Set

Per la serie Letto e viaggiato, dopo Malesia e Scozia partiamo per l’Islanda con Marta e Ale

Dove siete stati?

Dopo averla sognata per anni, la meta di quest’anno è stata finalmente l’Islanda. Tutta, l’Islanda; o meglio, le sue parti abitate. Una volta atterrati a Reykjavík, la capitale, abbiamo noleggiato una macchina e ci siamo messi a “battere” l’isola, seguendo l’unica, piccola strada che circonda questo piccolo e strambo paese semidisabitato, fatto di ghiacciai e vulcani.

 

Qual è stato il vostro itinerario?

Siamo partiti dal sud e abbiamo percorso l’isola in senso antiorario. L’elenco e la descrizione di tutte le cose meravigliose che abbiamo visto occuperebbe un romanzo. Non possiamo però non citare, tra le altre, l’Haukadalur, ovvero il “Circolo d’oro”, con gli spettacolari geyser (che prendono il nome proprio da una località della zona, Geysir) e l’imponente cascata di Gullfoss, dove la forza dell’acqua che si rovescia e turbina da oltre 30 metri d’altezza e poi si schianta in un canyon vulcanico sembra capace di strapparti l’anima dal corpo. E poi la laguna di Jökulsárlón ai confini con l’immenso ghiacciaio Vatnajökull, dove nuotano le foche tra iceberg di un blu “spaziale”. Per non parlare del fango ribollente ai piedi del vulcano Krafla, alla cui sommità ci siamo aggirati tra rocce dalle forme impossibili e sbuffi di fumo. Inoltre, prima di rientrare a Reykjavík, dove ci siamo concessi qualche giorno di relax tra caffé, negozietti e bagni nella mitica Laguna Blu, abbiamo fatto tappa a Borgarnes, nella parte occidentale del paese, per visitare il museo dedicato alla colonizzazione dell’Islanda e alla storia del controverso vichingo e poeta Egill Skallagrímsson (da lui, tra l’altro, viene il nome della più diffusa birra islandese), le cui gesta sono narrata in una popolare saga medievale.

Cosa vi è piaciuto di più del viaggio?

Be’, diciamo l’incredibile attività vulcanica dell’isola, che si manifesta con geyser imponenti e crateri fumanti pieni di magma ribollente e gorgogliante che sbuca da fratture nel suolo: un’atmosfera che ti fa sentire davvero in un romanzo d’avventura! Anche salire su una barchetta e partire dal porto di Húsavík, nell’estremo nord, a “caccia” di balene è stata un’esperienza unica: ne abbiamo visti parecchi, di questi bestioni, e uno ci ha quasi “sfiatato” addosso! Quando s’immergono in quel mare freddo e scuro e vedi ‘sta pinna gigantesca e frastagliata che esce dall’acqua, ti sembra d’essere piombato di colpo nella preistoria: è uno spettacolo primordiale e assoluto, oltre qualsiasi tempo e spazio.

Cosa avete letto e ascoltato durante il viaggio?

Lo “spirito” del paese si confà all’avventura; così, proprio su questo ci siamo buttati: romanzi d’avventura, concime ideale con cui coltivare le emozioni che riserva un viaggio del genere. L’eterogeneità delle nostre letture islandesi è così senza ritegno: da IT di Stephen King a I tre moschettieri di Alexandre Dumas.

Oltre alle letture, nella nostra vacanza on the road è stato molto importante anche la musica. Abbiamo portato con noi diversi album di artisti islandesi, le cui sonorità si sposano alla perfezione con i paesaggi; anzi, è proprio alla luce delle cose che abbiamo visto che ora riusciamo a capire meglio da dove cavolo sono sbucate certe atmosfere musicali. Abbiamo però tralasciato orgogli nazionali arcinoti come Björk e Sigur Rós e ci siamo buttati in “novità” meno note, almeno da noi, come Sin Fang e Mùm, oltre a quei Of Monsters and Men che stanno ora riscuotendo un meritato successo internazionale. In genere, si tratta di suoni confine, tra l’elettronica e il pop rock, miscelati con un gusto che più islandese non si può.

Che libri consigliate in vista di un viaggio in Islanda?

Prima di tutto, il mitico Viaggio al centro della Terra di Jules Verne, che proprio dalla calotta glaciale dello Snæfellsjökull nei pressi di Reykjavík, faceva partire la sua immaginaria spedizione sotterranea. Poi un classico: Gente indipendente del premio nobel islandere Halldor Laxness. Infine, uno dei gialli di Arnaldur Indridason, giornalista di Reykjavik: Un caso archiviato, per esempio, è un romanzo ricco di nostalgia e misticismo, che parte dal ritrovamento di una donna impiccata nella sua villetta estiva sullo splendido lago di Pingvellir, dove il paesaggio nebbioso e irreale ben si presta a  nascondere fantasmi e … segreti scomodi.

Islanda a parte, consigliate tre libri.

Va bene lo stesso se sono quattro? Due romanzi, un’opera teatrale e un saggio: Albert Camus, Lo straniero; Vamba, Il giornalino di Gian Burrasca; Anton Čechov, Il gabbiano; Colin Ward, Anarchia come organizzazione.

Un abbraccio e un grande grazie a Marta e Ale che hanno, tra l’altro, risvegliato in me il desiderio compulsivo di partire per questa terra di ice and fire (semi cit. nerd). Vi sono piaciute le foto? Ne vedete altre sul profilo flickr di Marta. 

Volete raccontarmi il vostro viaggio e cosa avete letto in vacanza? Scrivetemi a labrocheuse (chiocciola) gmail (punto) com

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