“Sofia si veste sempre di nero”: la bambola di carta da ritagliare

16 Ott

Di Sofia avevo letto molte frasi qui e là prima ancora di prenderlo in mano. E’, in effetti, un libro che si presta alla riduzione in frammenti: un po’ perché galleggia tra il romanzo e la serie di racconti e un po’ perché i concetti sono espressi in forma condensata, cesellata. Qualcosa tra un pensierino delle elementari e i 140 caratteri di un tweet, senza però cadere nella massima (un funambolismo difficile che a Cognetti riesce assai bene).

Ora vi dovrei dire che Sofia si veste sempre di nero è un libro molto bello (lo è), ma l’impressione finale che mi ha lasciato non si può distaccare da un retrogusto amaro e un po’ stanco: Sofia, la sua famiglia e tutto il contesto in cui sono immersi sono a tratti molto tristi e spesso molto, molto sofferenti. Indagare questa sofferenza senza vivisezionarla è un altro merito di Cognetti di cui si sente, anche qui, il passo da equilibrista.

Insomma, Sofia è bello ma è principalmente vero – e per questo fa un po’ male. E’ consigliato soprattutto a chi vive a Milano, a chi è stato uno studente fuorisede, a chi ha fatto un erasmus e a chi si strugge in una New York immaginaria (ah ehm).

Vi lascio con una delle frasi del libro, una folgorazione mattutina sulla metro rossa: Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri genitori.

***

Update: una bambola di carta di Sofia (molto arrossita – la bambola, non Sofia) è finita anche sul blog di Paolo Cognetti, dove accompagna il calendario del suo viaggio di presentazione del libro che durerà almeno fino a fine gennaio. (E…grazie, mi sono commossa.)

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7 Risposte to ““Sofia si veste sempre di nero”: la bambola di carta da ritagliare”

  1. Giulia ottobre 16, 2012 a 9:23 am #

    Che meraviglia!! Anchio ho recensito il libro nel mio blog…ma senza disegni 🙂
    PS: struggersi per una New York immaginaria? Nel senso che non ci sei ancora stata? Ti assicuro che se ci sei stata, ti struggi ancora di più!

  2. Giulia ottobre 16, 2012 a 9:25 am #

    Ahh..non si può correggere il commento? Mi è partito l’apostrofo su “anch’io”. Orrore.

    • labrocheuse ottobre 16, 2012 a 9:32 am #

      Ehm, non si può correggere ma puoi riscriverlo e cancello quello di prima 😉
      No, non ci sono ancora stata, mannaggia!

  3. Claudia ottobre 16, 2012 a 11:52 am #

    io ti presto i libri e guarda cosa combini ogni volta… pure le bamboline! ❤
    😛

  4. Andrea ottobre 16, 2012 a 6:11 pm #

    Pericolosissimo prestare i libri alla brocheuse!
    Guarda cosa ti tira fuori, e poi finisce che li voglio leggere anche io…

  5. paolo cognetti ottobre 17, 2012 a 9:00 am #

    ma grazie! la bambolina è bellissima, posso pubblicarla anche sul mio blog? (con i credits naturalmente)

    • labrocheuse ottobre 17, 2012 a 9:08 am #

      Paolo, scherziamo?! Sicuramente sì, è un onore!
      Grazie per essere passato di qui – e per il libro, che ancora un po’ mi tormenta 🙂

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