Parlare a vanvera – e i proverbi di Liza Schiavi

18 Ott

Era diventato celebre, Parlare a vanvera.

Il mondo è fatto a scale

Mi spiego meglio: quando ero in seconda elementare la mia scuola ha rinnovato in toto gli scaffali della bibliotechina, lasciando da parte Cuore e i romanzi di Salgari ormai ingialliti e proponendoci decine e decine di volumi dalla collana Junior Mondadori. Per chi non l’avesse capito, io provengo da un paese minuscolo e montano e l’arrivo di un centinaio di libri nuovi e colorati era un vero e proprio avvenimento. 

Chi dorme non piglia pesci

Ovviamente si poteva prendere in prestito un libro alla volta, e poi bisognava mettersi in coda per il successivo – creando nella vostra già golosa-di-storie voce narrante (cioé in me) un misto complicato di emozioni, in cui prevalevano lo stupore da sovrabbondanza, l’angoscia data dalla necessità di scegliere il libro più bello per prima e anche la rabbia di potermene aggiudicare solo uno (no: vivevo in montagna ma non ero una piccola Heidi dolce con le caprette che fanno ciao).

Il primo libro che ho scelto è stato Il viaggio della QV66, che ora potrebbe essere pure fuori catalogo e di cui non ricordo granché, tranne la copertina.

La notte porta consiglio

Però, nel giro di un paio di mesi, mentre tutti facevano i loro tentativi con i libri che sapevano ancora di stampa, un volume in particolare ha iniziato a imporsi e a suscitare quello che oggi chiameremmo passaparola: Parlare a vanvera. Ho fatto la fila come tutti per averlo (poi prima o poi qualcuno parlerà dell’ira delle bambine di 7 anni che aspettano di leggere un libro mentre chi ce l’ha in prestito non lo ha neppure sfiorato mais passons) e quando finalmente l’ho avuto mi sono innamorata.

Molto fumo, poco arrosto

Parlare a vanvera è stato il primo libro a insegnarmi che si poteva parlare del linguaggio stesso, ribaltarlo, rappresentarlo, giocarci come uno strumento e un fine. E’ stato per me un vero e proprio libro di formazione e da lì ho letto tutto ciò che Bianca Pitzorno abbia scritto.

Non a caso: la Pitzorno è una passione che condivido con molte delle mie amiche con gli occhi grandi da sognatrici ed è stato bello scoprire che, anche se ci siamo conosciute da adulte, abbiamo compiuto un percorso in comune da ragazzine, intessuto nelle storie di Prisca e Polissena.

Chi semina vento raccoglie tempesta

E qui veniamo a Liza Schiavi: perché a quello mi hanno fatto pensare i suoi proverbi, che illustrano questo post.

Ad appropriarsi dei modi di dire, a tirare per aria le espressioni note e vedere con che forma tornano giù. Alla forma e ai colori precisi che vogliamo dare alle scale del mondo.

Di notte tutti i gatti sono neri

***Grazie ancora a Liza che, con le sue immagini, ha ispirato questo post. Se non avete ancora conosciuto i suoi lavori non privatevi di una visita al suo sito.***

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Una Risposta to “Parlare a vanvera – e i proverbi di Liza Schiavi”

  1. lasacco ottobre 18, 2012 a 9:34 am #

    Bellissime illustrazioni. Molto molto nelle mie corde. E, poi, anche io sono fun di Bianca Pitzorno. Grazie per avermi fatto conoscere un pezzettino di Liza!

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