“È bene cibarsi di molte cose” – intervista a Daniela Tieni, con libro in regalo

19 Ott

Per l’intervista a Daniela Tieni devo ringraziare Claudia (oltre a Daniela, naturalmente). Perché Daniela per me era qualcuno di bravissimo, così bravissimo da essere irraggiungibile. Mi sono fatta sedute di sospironi di bellezza sul suo blog. Ho fatto girare le illustrazioni su tumblr. Mi venivano i lucciconi a tutto quel che vedevo ma, no: non le avevo mai scritto. Poi Claudia mi ha detto “scrivile, che è gentilissima!”. E io ho detto: “no no no, che non mi risponderà mai.” E Claudia mi ha detto “ma scrivile, ti dico.” E io le ho scritto con il fremito di una dodicenne che scrive un sms al ragazzino del banco accanto – quando avevo 12 anni io non avevo il cellulare e non esistevano gli sms ma sul fremito ci siamo capiti. Insomma, le ho scritto.

E Daniela Tieni mi ha risposto subito.

Questa intervista per me è un regalo. Un regalo in toto. Ma se, oltre a leggerlo, volete portarvi a casa anche un pezzetto del mondo di Daniela arrivate fino in fondo. C’è anche un regalo cartaceo per voi.

Qual è stato il tuo incontro con l’arte?

Direi da bambina. Quando mi perdevo nei libri, nelle figure e nei colori che raccontavano una storia. Con gli anni ho capito che l’immaginazione poteva portarmi molto in là, e che se strutturata come si deve sarebbe stata per me una seconda lingua.
Ma il primo vero impatto fu durante una gita scolastica, alle medie. Mi ritrovai davanti ad un quadro di Matisse, La stanza rossa. Mi sentii travolgere da quel colore, dall’atmosfera della camera, dalla composizione. Quella donna era piena di mistero. Mi sono sentita così piccola! Che tenerezza a pensarci adesso. Il quadro è all’Hermitage e misura circa due metri e venti per un metro e ottanta, ma io lo ricordo ancora con gli occhi ingenui di allora: come l’opera più grande che io abbia mai visto nella mia vita. Certe volte mi sembra di averlo sognato, perché di quella visita non ricordo nient’altro se non quest’unico momento. Non avevo gli strumenti per decodificare e analizzare l’opera, non sapevo nulla della vita di Matisse, né tantomeno del suo lavoro. Eppure mi arrivò fino al midollo.


Quando hai iniziato a fare l’illustratrice?

Circa cinque anni fa ho iniziato ad avvicinarmi al mondo dell’illustrazione. Volevo dire delle cose, non tenermele tutte per me.

Come procede il tuo lavoro di illustrazione? Qual è il rapporto che cerchi e crei con il testo che illustri?

Leggo, disegno molto, faccio tanta ricerca. Vorrei ad ogni nuovo lavoro dialogare visivamente con il testo, con un alfabeto tutto mio. Non è facile, spesso sento di avere dei vuoti, un margine, un sottotesto che non capisco mai pienamente. Bisogna rispettare la parola e la voce che disegni, e ci vuol tanto lavoro. Ma questa è anche la molla che ti spinge a provare e a fare cose nuove, a migliorarti.

Che differenza c’è tra illustrare un libro e una conversazione per immagini, come quella che tu intrattieni con Amalia Mora con A Silent Dialogue?

Il lavoro con Amalia è iniziato come un esercizio e uno stimolo tra di noi. Sono stata felicissima che lei mi abbia cercata per intraprendere questa avventura. Poi mano a mano abbiamo pensato di utilizzare il materiale accumulato per far sì che diventasse un’esperienza concreta e visibile anche al di fuori dei nostri quaderni, e dal web. Disegnare in questo modo ha lasciato a entrambe una gran libertà, ed è stata un’occasione per conoscerci meglio ad ogni appuntamento, da maggio fino ad oggi.
Per un libro il lavoro è strutturato in modo completamente diverso. Bisogna attenersi a dei codici, ad un corpus unico di tavole. Dentro quei limiti, puoi cercare la tua libertà nel raccontare la storia.

Quali sono le tue fonti di ispirazione? 
Troppe! Dalla musica all’architettura. È bene cibarsi di molte cose. Anche di una semplice passeggiata.


Che rapporto hai con la lettura? Potresti darmi tre consigli di lettura?

Senza i libri mi sentirei molto sola.
Tre titoli, tra i primi che mi vengono in mente, che mi hanno segnata:

Un amore, di Dino Buzzati
Mr. Vertigo, di Paul Auster
L’idiota di Dostoevsky

Quale sarà il tuo prossimo progetto?

Ne ho tanti per la testa e non solo legati ai libri! Vorrei unire le energie con una mia cara amica che stimo moltissimo, per fare insieme cose nuove con il disegno. E poi usare materiali diversi, far uscire tutti i sogni dal cassetto.

Quale autore o testo vorresti tanto, tanto illustrare?

Ho difficoltà a scegliere un autore e un testo, scoppiano sempre nuovi amori! Ma se devo dirne uno, sarebbe bello misurarsi e ammalarsi con i Nove racconti di Salinger.
 

Infine, se ti va, presentati.

Ho trent’anni e sono di Roma, una città a cui sono tremendamente legata, ma dalla quale scapperei volentieri per visitare un po’ il mondo. Ho da sempre matite e pennelli in mano, ma ho capito solo dopo i miei studi quale lavoro avrei voluto fare davvero nella vita.
Adesso ci provo. Disegno. Spero di farlo ancora per molto, molto tempo.

Grazie, grazie mille a Daniela per aver partecipato. Nel caso vogliate portarvi a casa qualcosa di suo lasciate un commento al post (come al solito basta una sola parola, anche in forma anonima!) entro martedì 23/10 alle 23:59. Il commentatore fortunello estratto a sorte vincerà una copia di Confesso che ho desiderato, scritto da Giulia Belloni e illustrato da Daniela Tieni – un libro che vi farà prodigare in *oooh* e *aaaw* che dir si voglia.

Non siate timidi, commentate!

 

***Update: commenti chiusi! Estrazione, come al solito, nel weekend. Vi bacio!***

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23 Risposte to ““È bene cibarsi di molte cose” – intervista a Daniela Tieni, con libro in regalo”

  1. subliminalpop ottobre 19, 2012 a 7:40 am #

    “Senza i libri mi sentirei molto sola.” – stima!

  2. laragazzinadaicapellirossi ottobre 19, 2012 a 7:42 am #

    e poi è successo che, mentre andava tutto male, ho trovato quell’immagine lì, e il dolore è diventato un albero che si è piantato in pancia. e ha fatto le radici. quindi, deve essere mio, per forza. qualcunosaperché (cit.) 🙂

  3. MimiJoy Dot Net ottobre 19, 2012 a 7:42 am #

    Torna anche qui il richiamo a Dino Buzzati 🙂 e l’immaginazione ricomincia a correre! Bellissimo questo https://labrocheuse.files.wordpress.com/2012/10/confesso14_1.jpg quando l’ho visto senza nemmeno accorgermene mi sono messa una mano sulla pancia.

  4. aledangy ottobre 19, 2012 a 7:46 am #

    Cara Brocheuse ormai non riesco più ad uscire dal tunnel delle tue interviste, meritano tutte un applauso ma lo stile di Daniela è davvero unico. Complimenti, continua a disegnare…per molto molto tempo 🙂

  5. Tamara Viola (@DeLempicka) ottobre 19, 2012 a 7:57 am #

    Ok, sono appena caduta in amore per Daniela Tieni.
    (A te ti amavo già prima)
    Capisco il fremito di cui parli, a me è capitato intervistando Nadia Terranova 🙂
    Tam.

  6. Madame De Valmont (@LadyValmont) ottobre 19, 2012 a 8:00 am #

    Confesso che qualche *aaww* Daniela me lo ha già strappato.

  7. Valentina Arena ottobre 19, 2012 a 8:05 am #

    Grazie Eugenia per tutti i mondi che ci permetti di scoprire. Daniela: che meraviglia! In bocca al lupo per il tuo lavoro!

  8. Liza ottobre 19, 2012 a 8:20 am #

    Raffinatezza, silenzi…un grande lavoro quello di Daniela.

  9. simonetta ottobre 19, 2012 a 8:41 am #

    che meraviglia questi incontri…che levità e nello stesso tempo densità di idee 🙂 brave!

    • Daniela Sciubba ottobre 19, 2012 a 10:17 am #

      «Troppe! Dalla musica all’architettura. È bene cibarsi di molte cose. Anche di una semplice passeggiata.»
      … sempre uno sguardo vivace, attento e sempre nuovo… e tanta voglia di sperimentare…
      un mondo meraviglioso in ogni disegno!

  10. Valeria G. ottobre 19, 2012 a 11:10 am #

    Daniela lo sa, il suo lavoro feconda chi lo guarda. E per questo è un lavoro prezioso…

  11. Sara Carciofocontento ottobre 19, 2012 a 12:37 pm #

    Anche io la seguo da molto!
    C’è una delicatezza e un’attenzione al dettaglio, nelle sue scelte, che affascinano.
    Anche nelle sue playlist!!

  12. lauraballa ottobre 19, 2012 a 12:55 pm #

    viva la bellezza ^_^

    • andrea ottobre 19, 2012 a 1:17 pm #

      Bellissimo articolo. E’ bello vedere quanta gente ami l’illustrazione, fa bene allo sprito!

  13. Daniele Diella ottobre 19, 2012 a 1:20 pm #

    Un lavoro molto affascinante che già conoscevo.

  14. benedettapiroetta ottobre 19, 2012 a 1:30 pm #

    tresbeau:)
    quanti fiori fa sorridere addosso.

  15. Alice Barberini ottobre 19, 2012 a 2:38 pm #

    Complimenti Daniela, un magnifico immaginario il tuo.

  16. Daniela Tieni ottobre 19, 2012 a 3:34 pm #

    Non so cosa dire! Grazie di cuore a tutti!

  17. Giulia C. ottobre 23, 2012 a 12:01 pm #

    Lo voglio!
    Bellissima intervista, come tutte le interviste di questo blog di cui mi sono innamorata! Complimenti a entrambe!

  18. Oana ottobre 23, 2012 a 12:39 pm #

    way too awesome … 😀

  19. Chiara ottobre 23, 2012 a 1:48 pm #

    Parlare dietro a una tenda di cotone grezzo con parole arrotondate, calde. Sì, questo mi ha lasciato il racconto del tuo lavoro. Grazie 🙂
    Chiara

  20. valentina sani ottobre 23, 2012 a 2:22 pm #

    Mi piace il suo lavoro, onesto, pulito, semplice e ricco allo stesso tempo. Adorabile. Meraviglia.Incanto.

  21. emanuele ottobre 23, 2012 a 9:19 pm #

    Complimenti per l’intervista e per i tuoi splendidi lavori Daniela, ricchi di sogni e passione.”E la bellezza non è un bisogno,
    ma un’estasi.
    Non è una bocca assetata,
    né una mano vuota protesa,
    Ma piuttosto un cuore bruciante e un’anima incantata.
    Non è un’immagine che vorreste vedere
    né un canto che vorreste udire,
    Ma piuttosto un’immagine che vedete con gli occhi chiusi,
    e un canto che udite con le orecchie serrate.
    Non è la linfa nel solco della corteccia,
    né l’ala congiunta all’artiglio,
    Ma piuttosto un giardino perennemente in fiore
    e uno stormo d’angeli eternamente in volo.
    La bellezza è la vita,
    quando la vita disvela il suo volto sacro.
    Ma voi siete la vita e siete il velo.
    La bellezza è l’eternità che si contempla in uno specchio.
    Ma voi siete l’eternità e siete lo specchio.” (cit Kahlil Gibran)

I commenti sono chiusi.

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