Intervista doppia a Milo Manara e Tanino Liberatore (Cronache di Lucca #5)

12 Nov

…e questa è l’ultima intervista da Lucca Comics 2012. Godetevela, per domani c’è la bonus track!

Milo Manara e Tanino Liberatore insieme mettono un po’ di soggezione, lo sanno benissimo e si divertono un sacco. “Non so perché abbiamo questa fama di scorbutici, intrattabili” – dice Manara. “O meglio, so perché ce l’ha Tanino, ma per quello che riguarda me proprio non ne ho idea!”

Ormai siete così noti come fumettisti da attirare moltissimi visitatori anche in mostre personali, come quella delle opere di Manara a Siena. Come vivete l’esposizione delle vostre tavole?Il fumetto è fatto per essere stampato -risponde Manara- non si tratta di arte figurativa: il suo scopo è di essere sfogliato e fruito in modo narrativo. Una mostra come quella di Siena può essere utile perché spinge alla curiosità verso i fumetti anche persone che generalmente non li leggerebbero. Ma quello che sarebbe davvero bello poter realizzare è una mostra che esponga tutto ciò che sta alla base della singola opera, tutta la mole di lavoro, tavole e schizzi. Quella mostra sarebbe davvero interessante.”

Come cambia il fumetto con i supporti digitali? “Il fumetto rimane sempre quello, al massimo verrà un po’ adattato per i nuovi supporti. Ma la digitalizzazione non è una minaccia“, dice Manara. “La diffusione su digitale è legata soprattutto a equilibri pecuniari, ma non è detto che carta e iPad non possano convivere: entrambi possono essere presenti e utilizzati contemporaneamente” aggiunge Liberatore.

Fare fumetto è fare politica, o ancora fare politica?  “Nel ’68 io credevo al primato della politica su tutto, persino sulla vita. Oggi sono arrivato a credere che il vero primato sia quello della cultura, credo alla cultura come pre-politica. Come diceva Hugo Pratt, ci può essere più politica in una storia d’avventura che in un manifesto. Penso anche che se tutte le mattine ci svegliassimo pensando ‘voglio seguire virtù e conoscenza’ il mondo cambierebbe.”

…E poi, alla fine, siamo tutti anarchici e individualisti!” ride Liberatore.

Per finire, come vi confrontate con personaggi popolari come quelli dei supereroi americani? “Non posso negare di essere stato un po’ prevenuto all’inizio – dice Manara – ma alla fine ho pensato: se ha lavorato con loro Moebius posso farlo anche io! Poi, nel fumetto può entrare di tutto e stando qui a Lucca, vedendo la quantità di appassionati e cosplayer che ci sono, non si può che riconoscere come i supereroi Marvel e DC siano profondamente penetrati nella cultura di massa.”

***

Grazie mille ai maestri Manara e Liberatore – e al team di XL Repubblica per averli portati a Lucca!

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