Intervista a Lucia Biagi, tra fumetti autoprodotti e pupazzi homemade – con regalo!

30 Nov

Ho conosciuto Lucia Biagi, o Whenaworld, tramite i suoi cactus all’uncinetto, che mi hanno letteralmente conquistata al Lucca Comics di due anni fa. Da lì ho comprato quasi tutto quello che c’era di suo disposizione (a prezzi politicissimi, devo dirlo, si parla di 2-3 euro al pezzo), innamorandomi dei suoi fumetti autoprodotti e dei suoi pupazzi.

Venite con me a fare due passi nel mondo di Whena: c’è una sorpresa (o forse tre) per chi arriva fino in fondo. 

Qual è stato il tuo incontro con l’arte?

Più che con l’arte in generale il mio grande incontro è stato con il fumetto.
Ho iniziato a leggere manga quando avevo 12 anni e non ho mai più smesso.
Ho sentito subito che il fumetto era il mezzo artistico che mi calzava meglio, per me è l’equilibrio perfetto fra narrazione e immagini che lascia la possibilità all’immaginario di viaggiare liberamente.
Con il tempo ho imparato ad apprezzare anche autori americani ed europei che sono più vicini alla nostra cultura visiva ma il mio amore per il Giappone non è mai finito.
Sono affascinata da tutto quello che puo’ offrire, la tradizione, la tecnologia, la cucina, il loro gusto grafico e i secoli che hanno impegnato a sviluppare ed estendere il fumetto oltre ogni limite. E non dimentichiamoci tutto il loro mondo kawaii!
Oltre che ai fumetti ho anche avuto una parentesi di passione per il writing e la street art che è però rimasta tale…

Tu sei laureata in ingegneria informatica. Quando hai iniziato a disegnare e quando hai capito che volevi cambiare mestiere?

Ho iniziato a disegnare quando ero alle medie ma l’ho sempre considerato un hobby. E’ stata proprio ingegneria a farmi capire che volevo che diventasse qualcosa di più e questo forse è l’unico merito che posso riconoscerle!
Quando ero al secondo anno ero così esasperata che mi sono iscritta per un semestre ad un corso di fumetto privato a Bologna.
E’ stato l’unico studio “artistico” che ho fatto ma mi ha aperto una finestra su un mondo che non conoscevo. Ho cominciato a disegnare in maniera più organizzata e dedita da allora.

Oltre ai tuoi fumetti crei oggetti e pupazzi. Come si parlano queste attività? E come hai imparato a lavorare con maglia e uncinetto?

Anche in questo caso sono totalmente un autodidatta, ho iniziato 7-8 anni fa con il panno e cucivo soltanto a mano.
Amo molto il mondo del diy e apprezzo il valore di un oggeto unico fatto a mano.
E il piacere di avere miei personaggi in carne ed ossa, anzi in stoffa e imbottitura, era impagabile.
Soltanto in un caso è successo il contrario, dai pupazzi ai fumetti.
Ho cucito dei pupazzi, “Gli elegantissimi”, che sono fondamentalmente animali antropomorfi ben vestiti, e gli ho comprato mobili e suppellettili vari per piazzarli in set fotografici come si deve.
Pian piano hanno acquisito carattere e mi sono ritrovata ad usarli come personaggi in un sacco di storie a fumetti…
Poi mi sono accaparrata la macchina da cucire di mia sorella per borse e altri oggetti più semplici. E per completare il tutto ho imparato l’uncinetto alla giapponese (amigurumi).
Sono diventata un artigiano di tutto rispetto, eheh.

Alcune delle tue opere sono autoprodotte, Che differenze trovi tra i circuiti dell’autoproduzione e l’editoria più tradizionale?

Le differenze sono evidenti, se ti autoproduci hai la libertà ed il controllo totale sul tuo prodotto. Sei responsabile di tutto il processo che porta dalle tavole disegnate al libro vero e proprio: il lettering, la stampa, la promozione e la distribuzione che spesso ti permettono un contatto diretto con le persone a cui arrivano i tuoi albi. Autoprodurmi all’inizio è stata un esigenza ma mi sono resa conto che mi ha permesso di imparare molto e di confrontarmi con diverse problematiche.
L’editoria ti porta sicuramente ad una scala più ampia di pubblico e, alcune volte, ad una sensazione di realizzazione più completa.
Trovo sbagliato credere che l’autoproduzione sia solo un passaggio per arrivare alla pubblicazione.
Insieme ad altre realtà da un paio di anni produciamo Amenità, un’ antologia a tema e siamo in espansione, insomma non uscirò mai dal mondo dell’autoproduzione…

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Gestisco una libreria di fumetti a Torino quindi la mia fonte di ispirazione è vastissima, ho materiale da consultare praticamente infinito. In realtà i più grandi stimoli però mi vengono forniti dalle persone con cui sono in contatto, quando ero a Pisa bastava una chiacchierata muniti di estathe con Tuono Pettinato e Giulia Sagramola per sentirmi incoraggiata e ispirata!
Adesso a Torino con Amenità ho un gruppetto equivalente di fumettisti con cui confrontarmi.

Che rapporto hai con la lettura? Potresti consigliarmi un romanzo e un fumetto/graphic novel?

Tutte le fasi della mia vita sono state accompagnate dall’autore di turno con cui ero fissata.
In gioventù, come tutti credo, ho avuto un periodo di ossessione per Chuck Palahniuk e Irvine Welsh.
Ho praticamente letto tutto quello di Haruki Murakami, Natsuo Kirino e Jeffrey Eugenides, che consiglio vivamente, mentre in questo momento sto leggendo Ritratto di famiglia con superpoteri, edito da Isbn, è molto coinvolgente.
Per le graphic novel l’elenco sarebbe lunghissimo: Ghost World, Summer Blonde, Love and Rockets e Contratto con Dio pensando ai grandi classici. Il mondo di Coo, Quartieri lontani, Una vita tra i margini e Solanin tornando al Giappone, ma ci sono anche autori italiani che consiglierei come Tuono Pettinato, Roberto La Forgia o Manuele Fior…

Quale sarà il tuo prossimo progetto?

Mentre porto avanti l’attività di Belleville Comics e Amenità, ho anche in cantiere dei progetti di libri a fumetti da molto tempo.
Uno è un vero e proprio romanzo a fumetti mentre l’altro è un ibrido fra una guida e un diario di viaggio che è ormai una mia formula consolidata... Non ho ancora un editore, non posso svelarti altro! 🙂

Infine, se ti va, presentati.

Non sono già stata abbastanza prolissa?
Di me posso dirvi che sono pigra e non so fare due cose insieme.
Mi piacciono tutti i tipi di birra e formaggio. Se volete farmi felice, speditene in negozio!
E mi piace rimirare cani o altri animaletti, possibilmente bruttini…
Ma quelli non speditemeli perché sono ancora piccola per avere certe responsabilità.

Spero che Lucia Biagi vi sia piaciuta quanto piace a me. E che capiate che è dolce almeno quanto quattro dei suoi macarons fatti all’uncinetto, perché ha messo a disposizione per un lettore fortunello un pacchettino con alcune sue autoproduzioni – c’è una guida bellissima, un ricettario a fumetti assolutamente necessario nella cucina di tutti voi e una mappa puzzle speciale di cui non vi svelo nulla.  Volete vincere i fumetti di Lucia? Lasciate un commento (anche anonimo, anche di una sola parola) a questo post entro mercoledì 5 dicembre alle 23:59. In bocca al lupo – e: grazie, Lucia!

***

Update: commenti chiusi, estrazione (doppia!) nel weekend!

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18 Risposte to “Intervista a Lucia Biagi, tra fumetti autoprodotti e pupazzi homemade – con regalo!”

  1. ClaudiaVanPelt (@ClaudiaVanPelt) novembre 30, 2012 a 1:50 pm #

    il cartellone dei gelati è meraviglioso ❤

  2. aledangy novembre 30, 2012 a 1:50 pm #

    Ma che lavori deliziosi ❤ complimentissimi a Lucia Biagi e a tutte le sue belle passioni e doti! Grazie Brocheuse…ormai le tue interviste riempiono le mie pause in ufficio 🙂

  3. gnegnet novembre 30, 2012 a 1:55 pm #

    Mi piace molto 🙂

  4. Annerrima novembre 30, 2012 a 2:00 pm #

    Mio mio mio, il mio tessoroooo! 🙂

  5. lepaginestrappate novembre 30, 2012 a 2:26 pm #

    Lavori stupendi e intervista interessante! bellobellobello

  6. phrizzie novembre 30, 2012 a 2:31 pm #

    dolcezza!

  7. elena novembre 30, 2012 a 4:12 pm #

    come fa a dire che è pigra??!! è laureata in ingegneria, super creativa, fa e ha fatto un monte di cose!!! complimenti!

  8. museumme novembre 30, 2012 a 4:53 pm #

    Consiglio a tutti la lettura di Amenità, neanche a dirlo la mia storia preferita è di Lucia

  9. Chiara novembre 30, 2012 a 5:16 pm #

    viva Catullo il Bullo ❤

  10. Gabriella dicembre 1, 2012 a 2:31 am #

    Carinissimi sia gli uncinetti che le illustrazioni!

  11. Madame De Valmont (@LadyValmont) dicembre 1, 2012 a 10:42 am #

    la mappa ❤ ❤

  12. Giordy dicembre 1, 2012 a 10:54 am #

    “mi piacciono tutti i tipi di birra e formaggio,speditemene”

    Brava.

    Bella intervista,unico neo non si è parlato degli zombies all’uncinetto,altra perla.

    Giordy.

  13. Valeria dicembre 1, 2012 a 2:06 pm #

    Gente ci stiamo scordando della sua uncinettosa macchina da scrivere Olivetti…un pezzo unico, fantastico, un oggetto ricco di dettagli. chi non l’ha vista non sa cosa si è perso. Brava Luci…^_^

  14. Andrea dicembre 1, 2012 a 6:05 pm #

    Mi riconosco molto negli “sleepy hamsters”…

  15. Liza dicembre 2, 2012 a 6:11 pm #

    anch’io vorrei essere pigra come Lucia…

  16. Claudia_@scheggia26 dicembre 4, 2012 a 8:43 am #

    I suoi lavori sono una meraviglia. Ora vado a vedere anche il sito internet 🙂

  17. Elesole dicembre 4, 2012 a 1:47 pm #

    No va beh è amore anche con lei, sarà la comune attuale passione per il Diy, lei uncinetta, io cucio 🙂

  18. Francesca (@fraaaa) dicembre 5, 2012 a 1:03 pm #

    la mappa è meravigliosa (lo dice anche la ex-coinqui from Korea) ❤

I commenti sono chiusi.

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