Da un tavolo vista palme, torrente, montagne: intervista a Anna Deflorian

21 Dic

E l’ultima intervista dell’anno è quella di Anna Deflorian. Sorseggiatela sotto l’albero come fosse una tisana –o una birrina– di Natale. 

Il blog ed io ci prendiamo qualche giorno offline per disegnare, (mangiare), tirare palle di neve e leggere leggere leggere. Torniamo a gennaio, con uno zainetto di neve fresca. Auguri!

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Qual è stato il tuo incontro con l’arte?

Una litografia sul muro del salotto dei miei: un ritratto femminile fatto di poche linee grosse e nere, i capelli raccolti e gli occhi senza pupille. Non mi ricordo chi è l’autore ma lo trovo ancora molto bello. Ci ho messo un po’, ma mi ricordo il momento in cui ho capito che non era il ritratto di mia madre ma di un’altra donna.

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Quando hai iniziato a fare l’illustratrice?

Da qualche anno.

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Come procede il tuo lavoro di illustrazione? Qual è il rapporto che cerchi e crei con il testo che illustri?

Non lavoro molto con i testi altrui; in quei casi molto dipende dalle variabili del lavoro quali richiesta, il tipo di pubblicazione, il genere del testo, i tempi.
Quando lavoro autonomamente, se decido di usare il testo questo segue lo sviluppo del disegno, non c’è un rapporto da cercare perché sono elementi organici di un unico lavoro. Non saprei descrivere un processo del lavoro, ogni caso è diverso.

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Mi descriveresti la tua giornata tipo?

Parte della mia giornata si svolge su un bus da e per il mio studio. Raggiungo il mio studio nella Centrale di Fies, una centrale idroelettrica di epoca austroungarica, adesso adibita a luogo di produzione di performing art. La maggior parte della giornata dunque la passo al mio tavolo vista palme/torrente/montagne, non è un luogo privo di distrazioni ma si sta molto bene.

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Quali sono le tue fonti di ispirazione? 

Come tutti faccio un po’ di ricerca iconografica su internet, vado alle mostre e se c’è un argomento su cui voglio lavorare leggo dei libri, però non lo so, non rifletto sull’ispirazione, è più complicato di così.
Comunque, ad esempio, ieri ho passato qualche ora su delle raccolte di dipinti mediorientali medievali e su un sito di massoni americani che vendono stickers e patches fatti da loro, mi fanno impazzire.

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Che rapporto hai con la lettura? Potresti darmi tre consigli di lettura?

Un buon rapporto. Non ti conosco quindi non saprei cosa consigliarti, ma i miei ultimi tre libri sono:
Occhiacci di legno di Carlo Ginzburg.
Sola a presidiare la fortezza di Flannery O’Connor.
Non è una lettura ma: mi hanno prestato ed è ora in bella mostra su una poltrona del mio studio un libro Taschen su Emilio Pucci, gigante, bellissimo.

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Quale sarà il tuo prossimo progetto? e/o Quale autore o testo vorresti tanto, tanto illustrare?

Appena finisco quello su cui sono adesso vorrei fare un altro libro, poi altre ceramiche, e cose un po’ più “industriali”.
No, non c’è un testo che vorrei illustrare, ma in futuro vorrei collaborare con qualcuno che scrive.
I testi che amo sono romanzi del Novecento e che sono perfettamente autonomi e nella loro forma. Magari è un discorso un po’ più complesso, ma non è estremista o iconoclasta.

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Infine, se ti va, presentati.

Ho 27 anni e da qualche mese sono tornata in Trentino, che è bellissimo, ma sto vivendo un periodo un po’ traumatico dopo anni di Bologna e lunghi periodi all’estero. Mi piace lo spumante e sono pazza per i cani. Ciao.

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Trovate altri lavori di Anna Deflorian sul suo sito e su tumblrGrazie mille Anna!

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Apologia sorridente dal centro quasi calmo del tornado

19 Dic

due le oche nel giardino

Sono indietro di un paio di post, alcuni in bozza sul pc e alcuni solo nella mia testa  – nella mia testa ci si diverte un sacco in questo periodo, stanno mettendo pure le lucine di Natale.

Sono indietro, in realtà, perché corro come una trottola:

  • ho una paio di progetti di Natale supersegreti che mi impegnano le notti (così la prossima volta imparo a fare i regali fai-da-te invece che comprare qualcosa in Corso Tutti Negozi);
  • passo ore a pensare libri per il corso Progettare libri e ore a ritagliare buffe figurine come le oche qui sopra – le quali si divertono un sacco con le lucine di Natale nella mia testa, tra l’altro;
  • lavoro (ehm);
  • faccio l’albero, cucino risotti, ritaglio bigliettini, mi diletto insomma in attività imprescindibili.

Oh, l’avete capito, è un post alla “Oggi io mi giustifico!”. Però sto leggendo tanto e ho anche tante idee. Per gennaio prepariamo cose belle – forse anche le oche, ma certo non al forno.

Buone giornate frenetiche!

“Daniel contro l’uragano”, amore & follia, un ebook gratuito (e pure io)

17 Dic

Di Daniel contro l’uragano di Shane Jones dovreste aver già sentito parlare, almeno per un paio di motivi. Il primo è che il libro è bello, il secondo è che è stato legato a un concorso di ISBN in cui si chiedeva di raccontare la propria storia di amore e follia ispirata al romanzo.

Ho partecipato anche io, con uno dei miei disegnetti buffi. E oggi mi sono trovata nell’ebook dei lavori più interessanti. Non lo nascondo: ho un sorrisone che va da un orecchio all’altro.

Daniele contro l'uragano_Breve storia del taschino da biscotti_EBurchi(1)

L’ebook in questione è gratis e lo scaricate da qui – si può leggere anche da PC, non serve un tablet/reader. Oltre alla mia Breve storia del taschino da biscotti trovate altre due illustrazioni (bellissime!) e 10 racconti brevi che devo ancora gustarmi ma mi ispirano molto.

Su Daniel contro l’uragano posso dire in più che è davvero una storia di amore e follia, che ha alcune immagini che vi resteranno attaccate (i tubi, i tubi!) e che non lo trascurerei, anche come regalo – da fare o da farsi. Buone letture!

Un’estrazione natalizia, tra zombie e ricettari, Danimarca e Seul

13 Dic

Ve ne eravate accorti? Ebbene sì, ero molto, molto indietro con le estrazioni. Ho però recuperato con un mega video prenatalizio (appassionantzzzz) in cui assegno tutto ciò che è rimasto in sospeso. Quindi!

Michela G. vince Diario di un sopravvissuto agli zombie (e almeno qualche notte di terrore).

Invece, siccome Lucia Biagi è stata tanto, tanto generosa ho fatto ben due estrazioni: lepaginestrappate vince la guida della Danimarca a fumetti, Andrea il ricettario Cakes & Disasters e entrambi la bellissima mappa di Seul (io ne ho già una copia che conservo molto gelosamente!)

zombie

Quelli dell’immagine qui sopra sono gli zombie all’uncinetto di Lucia e mi sembrano il connubio perfetto per questo post.

Per concludere, come sempre un grande grazie a chi commenta (i post con concorso e non), a chi twitta, a chi manda un pensiero. Con una frase da biglietto d’auguri, ammetto che mi scalda il cuore. Baci!

Vieni a farti la tua fanzine di Natale (ma ironica) al workshop di Micro – intervista con Marco Nicotra e Giuliana Tammaro

12 Dic

Ricordate Micro, il festival di editoria indipendente? Ne avevo già parlato qui e qui e chi segue un poco questo blog sa quanto mi appassioni il tema dell’autoproduzione in editoria. Beh, sopresa di Natale: Micro torna per un workshop natalizio, domenica prossima 16/12 all’Elita Christmaspark (Teatro Franco Parenti, Milano).

In questa occasione ho fatto due chiacchiere con Marco Nicotra e Giuliana Tammaro, che guideranno il workshop. Ecco cosa mi hanno raccontato. 

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Una definizione di “autoproduzione” per profani.

Mettere su carte un’idea creativa.
Seguire la produzione dal concept alla realizzazione del prodotto finito fino alla distribuzione.

Autoproduzione VS editoria mainstream: in quali casi una delle due funziona meglio dell’altra?
Le due realtà non riteniamo siano in competizione essendo molto diverse tra loro a partire dagli obiettivi per cui esse esistono.

Non sono legate alle stesse logiche, soprattutto a quelle di mercato.

Per questo la prima, quella di cui ci occupiamo noi, permette una libertà espressiva maggiore: autoprodurre significa essere liberi di esprimere il proprio punto di vista senza sottostare a vincoli esterni.

Consigli pratici per la propria prima fanzine: cosa mi serve? Come inizio?

Si inizia da una idea che leghi l’intero progetto editoriale associata al desiderio di renderla concreta e alla consapevolezza che sarà necessario anche un investimento economico, seppure moderato.

Dopodiché la cosa fondamentale è replicarla in più copie: 5,10, 30, 100, in base alla distribuzione che si intende fare.

Replicare è importante perché differenzia la pubblicazione rispetto al libro d’artista e l’avvicina all’oggetto di design, che come si sa deve poter essere riprodotto in più copie.

 …e voi, come avete iniziato? Qual è la vostra storia?
Abbiamo iniziato seguendo progetti diversi ma che ci hanno portato ad incrociare le nostre strade.

Marco, appassionato di fanzine, da collezionista è diventato lui stesso editore con BOLO Paper, casa editrice di Milano incentrata sui temi della grafica.

Giuliana, anche lei appassionata di editoria, ha sviluppato con Silvia Basso una piattaforma di comunicazione delle realtà indipendenti italiane, BRANCHIE, che si avvale – anche – di una sezione di Publishing.

Nel seguire i nostri rispettivi progetti abbiamo finito per incontrarci e collaborare sempre più intensamente fino a dare vita al festival di editoria indipendente MICRO, tenutosi lo scorso ottobre a Milano, che ha visto la partecipazione di 23 editori internazionali, di ospiti speciali, laboratori, musica live e performance.

Il vostro prossimo progetto?
LAST CHRISTMAS! un workshop sul selfpublishing il cui obiettivo sarà imparare a produrre una fanzine da tenere o da regalare.

Una rivisitazione ironica del Natale con tutti i materiali che in questo periodo si possono trovare: “Last Christmas” si ricollega sia alla famosa canzone natalizia che alla profezia Maya.

Oltre ad insegnare il processo produttivo, forniremo tutto il necessario alla produzione di una fanzine. Ad ogni partecipante, infatti, verrà consegnato un pacchetto regalo contenente vari elementi utili al fine di comporre la pubblicazione: carte da regalo, ritagli, adesivi natalizi.

Per informazioni o per aderire basta scrivere una email a info@microfestival.it

Sospettiamo ci sarà da divertirsi 🙂

Tre consigli di lettura per tutti (da produzioni indipendenti o non)
Beh noi non leggiamo…….. ahah scherziamo.
Più che altro l’editoria di cui ci interessiamo è quella legata al visivo quindi vi consigliamo un po’ di editori di cui apprezziamo il lavoro, e che sono stati i selezionati per la prima edizione di MICRO festival:
0-100 (IT), Aalphabet (IT), AKV Berlin (DE), BOLO Paper (IT), Canicola (IT), Celeste (IT), Cesura Publish (IT), Delebile (IT), Emidio Bernardone (IT), Eric Winkler (DE), Fortino Editions (US), Gloria Glitzer (DE), Lök (IT), Nurant (IT), Mekanik Copulaire (FR), Print about me (IT), Solo ma non troppo (FR), Strane Dizioni (IT), Talkinass (IT), TBooks Cologne (DE), Topipittori (IT), Troglodita Tribe (IT), Zweizehn (DE).

***

Ci sono ancora posti liberi per il workshop natalizio di Marco e Giuliana! Se vi interessa, scrivete: info@microfestival.it !

Pacchetti fatti a mano: 10 idee per rendere bellissimi i vostri libri (e non solo) in regalo

11 Dic

Regalare libri a Natale? Sicuramente sì! I libri restano per me uno dei regali più belli, che faccio spesso e ricevo sempre con piacere.

Però –qui casca il però– basta con i sacchettini delle librerie! Sono carini, ma denunciano subito il contenuto e si rischia davvero di scambiarsi sempre lo stesso pacchetto. Quindi, libri sì, ma con pacchetti fatti a mano! E magari abbinati al contenuto!

Di seguito, qualche idea che aumenterà di parecchi punti il tasso di originalità del vostro regalo.

1. La carta da pacco / la carta riciclata. Economica, ecologica, versatile. Non dimenticate di scriverci sopra con una penna bianca e avrete il pacco più fashion-minimal del 24 dicembre. Nel caso poi aggiungiate anche un tocco di giallo, è fatta: potete regalare anche le 50 Sfumature e vi vorranno bene lo stesso. (mysimplehomelife)

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2. Indie come noi #1. Non vorrete regalare un libro da casa editrice indipendente avvolto in carta da regalo made in China, vero? Procuratevi una bella base monocromatica, ritagliate un paio di baffi dorati ed è fatta. (zsazsabellagio)

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3. Indie come noi #2. Impacchettare con carta bianca, perché non ho avuto io questa idea geniale? A quel punto basta ritagliare qualche naso e qualche fiocco et voilà, pacchetti personalizzati e 100% design. (sweetpaul)

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4. Fatti mandare dalla mamma. Riciclate l’idea della carta bianca del pacchetto precedente e fatela scarabocchiare dal pupo. Ogni regalo diventa un pezzo unico. (sempre sweetpaul)

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5. Vieni via con me. Regalate guide cittadine o racconti di viaggio? Cercate vecchie mappe e impacchettate così. (justbaustralia)

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6. Il meta-pacchetto. Questo fa un po’ male perché -auch- chi ha tagliato un libro per farne carta da pacco? Però, nel caso vi avanzi qualche foglio sparso, l’idea è ottima. E non dimenticate il timbrino! (vintagewithlaces)

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7. Il pacchetto da Babbo Natale. Sono bellissimi, li voglio. (lolalina)

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8. Multitasking. Qual è l’accessorio preferito del lettore invernale? Ma la copertina di lana, certo! Avvolgete il pacchetto per un regalo doppio e mancherà solo la cioccolata in tazza. (boxwoodclippings)

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9. Merenda inclusa. Se invece è proprio dello snack che non potete fare a meno create una tasca per il vostro sacchetto. Particolarmente adatto per libri strappalacrime che necessitano di comfort food. (olderandwisor, con istruzioni)

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10. Coccodé. E per finire lei, solo perché è bellissima. E facile, è fatta tutta con la puntatrice! (Nadia Guseva su Pinterest)

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Ishiguro e almeno dodici definizioni per “Non lasciarmi”

10 Dic

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E’ un libro che sa di candeggina e piastrelle bianche. Un libro dalle atmosfere asettiche, dai sentimenti educati e impilati come cubetti di legno. Un libro senza urla. Un libro con ordine.

E’ il mio primo Ishiguro, Non lasciarmi, e in effetti non l’ho lasciato molto: l’ho letto in tre giorni, aspettando con ansia il momento di entrare in metropolitana (o sotto al piumone) e dentro la storia.

E’ un libro dalla trama eccezionalmente ben dipanata, un libro in cui, come gli stessi protagonisti, si sa tutto dalle prime pagine ma bisogna arrivare più avanti per capire. Non dirò nient’altro sulla storia, lo sciuperei. Ma ho letto pochi romanzi che coniugavano così bene realismo e fantascienza.      

E’ un libro da grandi amori perduti, ma da tanto tempo. Un libro da nostalgie, ma leggere – da solitudini, ma accettate. E’ un libro senza clamori e con qualche grigio.

E’ un libro da certi periodi, non da tutti. Ma è un libro terapeutico e forse -addirittura- utile. Con sprazzi di orrore di qua e di là, come strane macchie sui muri. 

E’ un libro a strati. Potreste trovarci un vostro percorso. Provate.

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