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Albero genealogico del libero amore (L’arte della gioia, Goliarda Sapienza)

27 Set

L’arte della gioia è un libro che ho puntato per mesi, tentando disperatamente di inserirmi nel giro del quando-l’hai-finito-me-lo-passi? Prima ce l’aveva Michela, poi Marzia, (o prima era Marzia poi Michela?), poi Giulia se lo è portato in Canada, o se lo voleva portare, poi l’ha ripassato, poi forse lo voleva Francesca – poi alla fine, vabbé, l’ho comprato: e a quel punto ho scoperto che in quel momento non lo stava leggendo più nessuno.  Questa attesa di un anno, tuttavia, non è stata inutile. Tra i vari passaggi di femminea mano il libro è man mano cresciuto, si è arricchito di impressioni, di è bellissimo, di qualche dubbio, ma soprattutto di molti leggilo, leggilo.

Trovo poche definizioni più adatte di quella di Elena: che L’arte della gioia dovrebbe essere una lettura obbligatoria per tutte le signorine. Signorine, leggete Goliarda Sapienza per imparare il sentimento vero, profondo, passionale, non egoista e sì, transitorio. Signorine, leggete di come si possa amare allo stesso modo un uomo o un’altra donna, di come si possa cercare di non essere schiave -soprattutto da se stesse-, di come sia necessario sfuggire ai conventi e ai fascismi. Signorine, leggete, perché una voce così bella non capita spesso – e perché vi innamorerete di tutti i personaggi a ruota (e del loro accento siciliano). 

Io l’ho finito, se volete ve lo passo. 

Apologia del mio ritardo nello scoprire Jennifer Egan & i suoi racconti gratuiti online

8 Ago

Succede ogni tanto: che si scopra un autore tardi. Che lo si scopra quando ha già vinto il Pulitzer, mezzo mondo (la metà sveglia) lo stia già leggendo o l’abbia già letto e ci si rimanga un po’ così, con la bocca semiaperta. In verità so cosa stavo facendo quando non ero ancora non La conoscevo: leggevo Guerra e Pace e Hyperion,  e pure The Hunger Games – dai, svenite pure, chiudete questa finestra del browser, abbandonatemi qui ecc.

Però, a mia parziale discolpa, posso dire che poi alla fine l’ho trovata: Jennifer Egan. Ed è stato un colpo di fulmine. Mi sono innamorata. Ed è bellissimo. Perché ora ho ben quattro romanzi da leggere, di fila, senza dovere aspettare che scriva. La Egan mi ha pure superato a destra Goliarda Sapienza e André Aciman. Basta, tutti a prendere polvere e pollini di girasole finché non finisco con Jennifer.

Per chi come me non l’avesse ancora divorata (insomma, sarà pure rimasto qualcuno) la scelta naturale per iniziare a conoscerla è Il tempo è un bastardo, tradotto in italiano da Minimum Fax e di cui qui ho fatto una simil recensione a fumetti – in realtà è un domino da ritagliare mais passons.

Una volta finito quello i casi sono due: nel caso non leggiate l’inglese potete rassegnarvi, mangiare tantissimo gelato al cioccolato e sperare che la traduzione del romanzo Look at me esca presto (sempre Minimum Fax, pare in autunno).

Nel caso contrario, invece, siete fortunati. Oltre a poter battere le varie librerie internazionali e siti di e-commerce per procacciarvi i libri precedenti in lingua originale, avete molti contenuti gratuiti online a diposizione.

Il primo è Black Box, il racconto pubblicato tramite l’account Twitter del New Yorker due mesi fa. Il fatto che, dopo aver vinto il Pulitzer, abbia pubblicato la sua opera successiva via Twitter -che vuol dire anche gratis, lo preciso per gli snob del mezzo- aumenta ancora la mia ammirazione. Ora potete leggere tutto Black Box qui.

Risale all’estate scorsa invece To Do, un racconto breve pubblicato sul Guardian in forma di lista della spesa. Io penso che lo stamperò e lo attaccherò al frigo, per sospirare di bellezza ogni mattina, mentre tiro fuori il latte.

Infine, last but not least, il sito della stessa Egan: ricchissimo di contenuti, riferimenti biografici e culturali, link a canzoni e spunti vari. Sul sito è anche presente la famosa presentazione in Power Point dedicata alle pause nella storia del Rock ‘n Roll che occupa un capitolo di Il tempo è un bastardo (anche su slideshare, qui). La presentazione può essere tranquillamente letta come un racconto automono ma -ecco- io vi consiglierei comunque il libro completo.

Buona lettura, e ricordate:

Posing as a beauty means not reading
what you would like to read on a rocky
shore in the South of France.

(da Black Box)

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