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Pedalando con sbadata vitalità: intervista a Eva Montanari

8 Mar

E’ con grandissimo piacere che riprendo le interviste agli illustratori del venerdì. Tutti pronti a conoscere Eva Montanari?

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Qual è stato il tuo incontro con l’arte?
Essendo nata in Italia ed avendo avuto insegnamenti di storia dell’arte a scuola, direi che mi ci sono “naturalmente” appassionata anche se all’inizio l’interesse per l’Arte scorreva parallelamente a quello per le storie e alla voglia di raccontare con le immagini, mentre solo quando ho cominciato  a pensare all’illustrazione con serietà mi sono resa conto che ci era confluito dentro.

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Com’è nato il progetto Indovina chi viene a cena? e come nascono in generale le idee per i nuovi libri?

Forse nelle mie precedenti parole è già emersa la passione che ho per le storie, quelle storie che hanno nutrito le nostre immaginazioni e ci hanno portati altrove, ci hanno fatto scoprire nuovi modi di pensare noi stessi e il mondo…beh..in Indovina chi viena a cena volevo raccontare proprio questo.

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Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Sono le più varie e differenti e mi influenzano moltissimo a fasi alterne. Ad esempio da tempo desideravo vedere il ciclo di affreschi di Beato Angelico che c’è al convento di S.Marco di Firenze, domenica scorsa ho passato la mattinata ad ammirarne i dettagli e devo ammettere che lunedì il ricordo di queste figure permeate di luce ha influenzato non poco il lavoro che avevo iniziato e che avrebbe pututo altrimenti prendere un’altra direzione.

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Come si svolge la tua giornata tipo?

Di solito mi alzo abbastanza presto, se non devo usare colori spesso vado in biblioteca altrimenti rimango a casa ad aggiungere disordine alla stanza alla ricerca di qualcosa che assomigli alla visione di un possibile ordine sul foglio…
Spesso vado a correre, camminare, nuotare al mare che è a cinque minuti da casa, alla sera a volte vado al cinema.

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Che rapporto hai con la lettura? Potresti darmi tre consigli di lettura?

Lettura sempre…anche ascolto di letture ad alta voce mentre disegno!
Tre consigli di lettura…dunque che responsabilità..proviamo con tre libri che mi sono piaciuti di recente:
La metafisica dei tubi di Amelie Nothomb , Ali di Babbo di Milena Agus e l’Orlando Furioso dell’Ariosto raccontato da Italo Calvino che non avevo ancora letto!

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Quale sarà il tuo prossimo progetto?

Ho appena finito un libro in cui ci sono Pisanello, Paolo Uccello, Georges Latour e tanti altri che dovrebbe uscire a breve, per il momento solo a Taiwan..

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Infine, se ti va, presentati.

Eh eh, questa è la domanda più difficile…nelle ultime pagine di in un libro che è uscito diversi anni fa avevo disegnato un mio autoritratto ironico mentre pedalavo in mezzo alle macchine, con i capelli un po’ spettinati, un libro e i tubetti di colore che saltavano via dal cestino della bicicletta
Aldilà dei dettagli stilistici credo che quel piccolo autoritratto nascosto in fondo a un libro mi rappresenti ancora nella sbadata vitalità, nel desiderio di andare sempre da qualche parte e di andarci con le mie forze e possibilità…pedalando appunto!

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Spero che il mondo colorato di Eva Montanari abbia conquistato anche voi! Trovate Eva, i suoi libri, le sue illustrazioni e le sue sculture tra le gocce di pioggia del suo bel sito.

Da un tavolo vista palme, torrente, montagne: intervista a Anna Deflorian

21 Dic

E l’ultima intervista dell’anno è quella di Anna Deflorian. Sorseggiatela sotto l’albero come fosse una tisana –o una birrina– di Natale. 

Il blog ed io ci prendiamo qualche giorno offline per disegnare, (mangiare), tirare palle di neve e leggere leggere leggere. Torniamo a gennaio, con uno zainetto di neve fresca. Auguri!

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Qual è stato il tuo incontro con l’arte?

Una litografia sul muro del salotto dei miei: un ritratto femminile fatto di poche linee grosse e nere, i capelli raccolti e gli occhi senza pupille. Non mi ricordo chi è l’autore ma lo trovo ancora molto bello. Ci ho messo un po’, ma mi ricordo il momento in cui ho capito che non era il ritratto di mia madre ma di un’altra donna.

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Quando hai iniziato a fare l’illustratrice?

Da qualche anno.

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Come procede il tuo lavoro di illustrazione? Qual è il rapporto che cerchi e crei con il testo che illustri?

Non lavoro molto con i testi altrui; in quei casi molto dipende dalle variabili del lavoro quali richiesta, il tipo di pubblicazione, il genere del testo, i tempi.
Quando lavoro autonomamente, se decido di usare il testo questo segue lo sviluppo del disegno, non c’è un rapporto da cercare perché sono elementi organici di un unico lavoro. Non saprei descrivere un processo del lavoro, ogni caso è diverso.

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Mi descriveresti la tua giornata tipo?

Parte della mia giornata si svolge su un bus da e per il mio studio. Raggiungo il mio studio nella Centrale di Fies, una centrale idroelettrica di epoca austroungarica, adesso adibita a luogo di produzione di performing art. La maggior parte della giornata dunque la passo al mio tavolo vista palme/torrente/montagne, non è un luogo privo di distrazioni ma si sta molto bene.

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Quali sono le tue fonti di ispirazione? 

Come tutti faccio un po’ di ricerca iconografica su internet, vado alle mostre e se c’è un argomento su cui voglio lavorare leggo dei libri, però non lo so, non rifletto sull’ispirazione, è più complicato di così.
Comunque, ad esempio, ieri ho passato qualche ora su delle raccolte di dipinti mediorientali medievali e su un sito di massoni americani che vendono stickers e patches fatti da loro, mi fanno impazzire.

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Che rapporto hai con la lettura? Potresti darmi tre consigli di lettura?

Un buon rapporto. Non ti conosco quindi non saprei cosa consigliarti, ma i miei ultimi tre libri sono:
Occhiacci di legno di Carlo Ginzburg.
Sola a presidiare la fortezza di Flannery O’Connor.
Non è una lettura ma: mi hanno prestato ed è ora in bella mostra su una poltrona del mio studio un libro Taschen su Emilio Pucci, gigante, bellissimo.

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Quale sarà il tuo prossimo progetto? e/o Quale autore o testo vorresti tanto, tanto illustrare?

Appena finisco quello su cui sono adesso vorrei fare un altro libro, poi altre ceramiche, e cose un po’ più “industriali”.
No, non c’è un testo che vorrei illustrare, ma in futuro vorrei collaborare con qualcuno che scrive.
I testi che amo sono romanzi del Novecento e che sono perfettamente autonomi e nella loro forma. Magari è un discorso un po’ più complesso, ma non è estremista o iconoclasta.

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Infine, se ti va, presentati.

Ho 27 anni e da qualche mese sono tornata in Trentino, che è bellissimo, ma sto vivendo un periodo un po’ traumatico dopo anni di Bologna e lunghi periodi all’estero. Mi piace lo spumante e sono pazza per i cani. Ciao.

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Trovate altri lavori di Anna Deflorian sul suo sito e su tumblrGrazie mille Anna!

“Mi alzo, bevo un tè e poi decido a istinto” – intervista a Claudia Bettinardi

31 Ott

E’ Claudia Bettinardi e di lei posso dirvi due cose: l’ho trovata online e mi è piaciuta tantissimo.

Buona lettura!

Qual è stato il tuo incontro con l’arte?

Difficile stabilirlo con precisione. Forse Fantasia, il cartone animato, è stata la cosa più vicina all’arte che io abbia visto da piccola. Non era una videocassetta monouso come tante altre: ti dava sempre qualcosa di nuovo da osservare ed immaginare.
Poi ho iniziato a guardare e riguardare le illustrazioni dei libri di fiabe. Mi piaceva notare lo stile diverso che avevano (ma non credo di aver tratto grandi conclusioni…) E così ho iniziato a consumare tonnellate di carta e matite cercando di fare anch’io qualcosa di bello.
Alle elementari mi divertivo ad indovinare i disegnatori delle storie di Topolino prima di leggere la storia, alle medie rubavo il libro di educazione artistica di mio fratello maggiore per scoprire in anteprima i segreti delle piramidi, ma è solo al liceo scientifico che ho capito che l’arte mi interessava più di tutto e che non l’avrei messa da parte.


Quando hai iniziato a fare l’illustratrice? Come funziona in pratica il tuo lavoro?

Ho iniziato ad illustrare ufficialmente nel 2009 un po’ per caso. I primi incarichi sono arrivati proprio in quell’anno da amici che sapevano della mia passione. Gli altri sono arrivati a ruota. Allora come oggi lavoro soprattutto nel campo del web, dei video e dei videogiochi, ma anche per la pubblicità e per l’editoria.
In pratica l’aspetto importante del mio lavoro è trovare l’equilibrio tra l’idea giusta ed il modo migliore per realizzarla. Faccio bozzetti e schizzi a mano (anche se purtroppo il tempo a disposizione non lo consente sempre) quindi rielaboro a computer, modificando finché non mi soddisfa il tutto. A volte è semplice perché ho già in testa l’aspetto e i colori che deve avere l’illustrazione, altre volte invece è veramente difficile. In questo caso mi alzo, bevo un tè e poi decido a istinto.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Andando a ruota libera: la carta, il legno, gli oggetti vecchi, la lana, la neve, i colori neutri, il tè, i volti…
Pensandoci su in effetti sono tutte quelle cose che sento mie ed in un modo o nell’altro finiscono per entrare nel disegno.
Per quando riguarda l’arte sono veramente tante le cose che ammiro. I colori e le geometrie di Klee, l’essenzialità di Schiele, l’eleganza di Klimt, ma anche l’estro narrativo di Bosch e Bruegel o la precisione assoluta delle stampe giapponesi.
Tra un disegno e l’altro mi  piace ricercare materiale retro, (gli  anni  ’20 e ’30  sono la mia mania), ma anche guardare semplici fotografie di moda, grafica, design o di interni.

 
 
Che rapporto hai con la lettura? Potresti darmi tre consigli di lettura?

Leggere mi piace parecchio. Non so più quanti libri ho letto solo durante i viaggi in treno.
Tra i miei autori preferiti ci sono Kafka, Marquez, Eco, Poe, Fitzgerald, Calvino ed Orwell. In questo periodo però leggo quasi esclusivamente saggi d’arte, di storia, libri di divulgazione scientifica e resoconti di viaggi.
Mi piace anche andar per mercatini a scovare vecchi libri: ho appena acquistato un libro di storia dell’arte degli anni ’20 (tanto per cambiare). Un po’ polveroso, è vero, ma la sua lettura vale più di qualche starnuto.
Tre libri da leggere. Due classici: Cent’anni di solitudine di Marquez e La fattoria degli animali di Orwell. Tra i più recenti il romanzo a fumetti Jimmy Corrigan. Il ragazzo più in gamba della terra di Chris Ware.

C’è un autore o un testo che vorresti tanto, tanto illustrare?

Vorrei illustrare proprio il mondo surreale di Cent’anni di Solitudine. Sarebbe una vera sfida cercare di infondere  nel disegno la stessa magia che scorre nelle parole del libro.

Infine, se ti va, presentati. 

Ho 25 anni (ancora per poco) e vivo in un piccolo paese a sud di Milano. Illustrare mi piace moltissimo e ho mille idee in testa, anzi in giro per la scrivania. Quando diventano troppe le raduno nella cartelletta che riporta la minacciosa scritta “cose da fare”. Spero di realizzarne alcune prima di dover comprare una nuova cartelletta.

Grazie mille a Claudia Bettinardi – nel caso vogliate scoprire qualcosa in più sul suo lavoro la trovate qui. A presto!

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