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Draghi, poeti, anticomunisti – Oana e la letteratura rumena

9 Giu

Riassunto delle puntate precedenti: l’autrice del blog, una volta saputo che la Romania sarebbe stata uno dei paesi ospite dell’edizione 2012 del Salone del Libro di Torino, è caduta preda di un profondo sconforto. L’idea di non conoscere alcun libro o autore rumeno l’ha gettata in un pozzo buio in cui solo wikipedia le avrebbe dato parziale conforto – se non fosse comparsa lei, Oana, una salvifica apparizione con le unghie dipinte di rosso. Questo è il racconto della loro chiacchierata sulla letteratura rumena (gelato, purtroppo, escluso). 

Si vede subito che Oana è precisa. E’ arrivata preparata. Ci ha pensato un po’ su e mi ha stampato una lista di autori di cui le piacerebbe parlare. Sono una quindicina.

Eugenia (l’ignorante autrice blabla): Wow. Perfetto. Da dove vuoi partire?

Oana: Possiamo partire dall’inizio: dalle favole. Il primo libro che mi ha letto mia nonna è Ciulinii Bărăganului dell’intellettuale rumeno Panait Istrati. Leggermelo era in realtà un rischio: Istrati era un anticomunista e nelle sue opere per adulti affronta anche il tema dell’omosessualità. Anche se era già morto da 50 anni quando io ero una bambina, Istrati era ancora un autore sulla lista nera nella Romania di Ceauşescu. Non è l’unico scrittore di favole: il nostro autore principale del genere è Ion Creangă, che ha vissuto nell’800. Le favole di Creangă hanno contibuito a diffondere vari termini lessicali e modi di dire, poi entrati nell’uso comune.

I nostri scrittori principali, comunque, hanno prodotto le loro opere tra il XIX e il XX secolo.

E: Qual era l’atmosfera creativa di quei 150 anni?

O: La Romania è sempre stata culturalmente legata alla Francia, persino la maggior parte dei saggi veniva scritta in francese. L’opposizione tra l’allineamento con il regime comunista e il pensiero anticomunista era molto forte, ma tra le due guerre mondiali Bucarest ha avuto un momento di grande fioritura culturale, al punto da essere chiamata Petit Paris. Quel periodo è stato raccontato bene da George Călinescu nel suo Bietul Ioanide, che ha per protagonista un architetto. Călinescu ha anche scritto vari volumi dedicati alla storia della letteratura nel nostro paese.

E: Ci sono altri autori classici da non mancare?

O: Di sicuro Mihail Sadoveanu, un autore comunista che  ha raccontato le nostre tradizioni nazionali e le lotte contadine del ‘400 contro i Turchi. Anche Marin Preda si è dedicato alle saghe di famiglia, raccontando la storia di una famiglia di paesani poveri prima della seconda guerra mondiale.  Ah, non ti dimenticare il nostro poeta nazionale, Mihai Eminescu. Eminescu, che ha vissuto a fine ‘800, si ispirava a romanticismo e simbolismo e ha scritto la più lunga poesia di amore della storia, Luceafărul.

E: E chi sono i tuoi scrittori preferiti?

Mircea CărtărescuE’ uno scrittore contemporaneo tuttora vivente; uno dei suoi libri è l’Enciclopedia dei draghi che ho qui con me. Adoro tutti i suoi romanzi perché mescolano elementi fantastici e ambientazioni reali, miti orientali e miti occidentali. Ma forse quello che mi è piaciuto di più è Orbitor, inizia da quello.

Un altro autore che mi piace moltissimo è Mircea Eliade, che non fu solo un romanziere ma un filosofo, un antropologo e un grande viaggiatore. Da ragazzo visse un paio di anni in India e passò del tempo anche in Italia; i suoi scritti letterari furono molto influenzati da Giovanni Papini. Il suo libro che ho apprezzato di più, e in cui mi sono molto identificata, è legato al tema della giovinezza (Romanul adolescentuli miop, Il romanzo dell’adolescente miope.)

[nda: i romanzi di Eliade sono stati quasi tutti tradotti e editi da Jaca Book. Solo pochi libri di Cărtărescu sono invece disponibili in italiano.]

E: Ti piace la letteratura italiana? Che autori leggi?

O: Ho letto quasi tutti i romanzi di Umberto Eco e Papini in rumeno, prima di arrivare in Italia. Da quando sono qui mi sono appassionata a Baricco e alle storie di Montalbano.

E: Ma Montalbano è difficile! E’ tutto in dialetto!

O: Noo, mi sono abituata con la serie tv. Trovo più difficile Calvino, invece. Ho Le città invisibili sul comodino, ma devo leggere un paragrafo per città alla volta, oppure ho l’impressione di non assimilarle del tutto.

A questo punto Eugenia piange in silenzio pensando alla bellezza de Le città invisibili e riflette sul fatto che: 1) non si possono che leggere una alla volta; 2) prima o poi dovrà aprire una sezione del blog dal titolo “Libri che ho letto a 16 anni e ancora mi fanno sanguinare il cuore”.

Dopo essersi ripresa, parte con: Ultima domanda: e Dracula?!”

Oana ride. Poi risponde: All’inizio odiavo Dracula perché tutti all’estero conoscevano solo quello, la Romania per molti è solo la Transilvania e Dracula.  Poi sono venuta a patti con il fatto che è bello avere tanta pubblicità gratuita per attirare turisti, no?

Non so come ringraziare Oana per essersi prestata per la mia prima intervista, quindi lo farò in modo semplice: grazie. Nel caso fortuito in cui leggiate il rumeno potete seguirla sul suo blog. Un grazie anche a Viviana che, con le sue interviste a persone comuni, ha ispirato le mie (e per il sostegno quotidiano, Vivi!).

Solo una piccola precisazione sul titolo di queste interviste: siamo tutte persone comuni e, senza saperlo, persone speciali – con una bella storia da raccontare. Quindi, se vi va, fatevi intervistare. Offro il gelato!

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