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Metti Zerocalcare, Milano e il polpo (il secondo fotoracconto)

20 Ott

Ok, rispetto alla volta precedente in luglio con l’armadillo c’erano sicuramente meno zanzare. Per il resto sembrava di stare tra amici: la stradina di fronte all’Alastor piena di persone che leggevano Un polpo alla gola, i plumcake sul tavolo del disegnatore, la coda infinita e comunque tranquilla per avere il proprio disegno.

E poi lui, Zerocalcare, di cui i tratti principali dal vivo sono l’estrema gentilezza con tutti e l’accento romano verace.

Che dire? Ci vediamo a Lucca

(Quando siamo da qualche altra parte) anche se dovremmo essere qui.

10 Ago

Chiudo per ferie: parto per un viaggio e tornerò, come da regola, a settembre. Sono nata il primo giorno di scuola e per me l’anno è sempre iniziato davvero non a gennaio ma a settembre, con l’acquisto dei quaderni nuovi e con il lavaggio della cartella, con le idee fresche e l’agenda pulita. Ma ora, parto!

Sentitevi fortunati, vi ho risparmiato un post sulla tragedia della scelta dei libri da portare con me (ricordate le 70 ore su mezzi di trasporto?). Tuttavia, nel caso dovessi tragicamente mancarvi durante la mia assenza, vi ripropongo alcuni post scritti da questa primavera – e che vi sono piaciuti:

1. Sì, sicuramente le recensioni a fumettiLa ragazza dai capelli strani di DFW e  il domino da ritagliare de Il tempo è un bastardo – ma anche Orgoglio e pregiudizio e zombie,  La voce delle ossa e dieci suggerimenti per diventare un genio (da Katz);

2. Le idee schiscetta dello chef Murakami: ricordate, schiscetta vince sempre, soprattutto in agosto quando bar e tavole calde chiudono;

3. Il fotoracconto della visita di Zerocalcare a Milano;

4. Come fare una libreria con le cassette di frutta: pare ci sia un nuovo trend in atto, è uno dei miei post più cercati più letti (doh!);

5. Infine il mio primo post, dedicato a The Marriage Plot di Eugenides – sì, eravamo tutti semiotici minorenni e sì, abbiamo tutti iniziato da qualche parte.

Passate bellissime giornate, e a presto!

Metti Milano, Zerocalcare, qualche zanzara e una calda sera di luglio (fotoracconto)

6 Lug

Su Zerocalcare non dico nient’altro tranne il fatto che è stato il conforto dei miei lunedì dell’ultimo anno. Ho riso su ogni striscia e ormai il fatto che mangiare solo merendine mantenga un fisico da teenager è diventata una delle mie citazioni preferite (e usata di continuo a proposito e non).

Già supponevo di non essere la sola a pensarla in questo modo, ma ne ho avuto in qualche modo la conferma ieri sera, alla presentazione milanese de La profezia dell’armadillo. Come spoiler pre-foto, vi dico solo che sono rimasta lì più di tre ore e qualcuno più coraggioso di me ha avuto un disegnino d’autore dopo l’una di notte.

Ore 19, il ghigno sornione di chi è riuscito a comprare il volume a colori nel pomeriggio e non sta facendo una coda di 50 persone alla cassa.

Vabbé, sì, l’abbiamo tutti letto (o riletto) nell’attesa.

Portrait of the artist as a young man. (Ok, lo so che la foto è micromossa ma è l’unica che ho, Calcare perdonami, ho sprecato così la mia unica possibilità, sighsob etc.)

In realtà l’idea del free drink nei baretti vicino alla fumetteria era splendida. Ce ne sarebbero voluti sei per ingannare davvero le ore ma l’intenzione era ottima.

Come anche il Melabevo, uno di quei posticini in cui le persone hanno il sorriso e viene voglia di tornare.

Non fatevi ingannare dalle pose distese! Qui eravamo solo all’inizio (posso testimoniare che un paio di persone erano ancora sulle stesse sedie lustri dopo).

Non mi toglierò mai più la spilletta, sappiatelo.

Che poi eravamo tutti in coda ma non protestava nessuno – tutti lì sereni con un numerino per la chiamata, un libro, una birretta.

E sono stati belli i frammenti di racconti, la ricercatrice del CNR, il controllore sui treni, i ragazzini che scommettevano sui risultati dell’esame di maturità

(AMICI IO VE L’AVEVO DETTO CHE LI’ C’ERA GENTE CON 10 ANNI MENO DI NOI, ERAVATE VOI A NON VOLERMI CREDERE)

E il migliore è stato lui, che ha continuato con estrema gentilezza (e un pizzico di timidezza, pure) a chiedere a tutti “che disegno vuoi”, a tracciare armadilli ormai senza vederli nemmeno, a domandare alle persone chi fossero e come mai fossero lì. Grazie.

***Disclaimer – tutte le foto sono state scattate ieri sera nei pressi della libreria Alastor a Milano. Se la vostra presenza nelle immagini vi turba o contrasta con la scusa ufficiale per cui eravate a bere un Martini a Acapulco scrivetemi, le rimuoverò.***

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